03 agosto 2017

Il Puntatore. Povera Italia

di Aurelio Porfiri

L'Italia sarebbe un paese straordinario. Abbiamo ricevuto doni straordinari accanto a pesi altrettanto straordinari. Siamo condannati al saccheggio e quando non ci sono coloro che ci fregano i quadri dalle nostre strabordanti pinacoteche (come è avvenuto nel passato) ecco quelli che si appropriano delle nostre idee.

Vi è mai capitato di parlare con alcuni accademici, per esempio americani (alcuni, non tutti) che pretendono di spiegarti la tua cultura come se l'avessero inventata loro? Ti fa rabbia? Ma purtroppo hanno la ragione dalla loro in quanto noi siamo inerti, siamo oramai degli impotenti culturali, che proprio dal peggio della cultura americana si sono fatti deformare. Siamo un paese in una fase terminale, boccheggiante, il cui motto è "si salvi chi può".

Povera Italia... Qualcuno si accorgerà che forse è inutile cambiare partito, che il sistema è sbagliato? Ci rendiamo conto che siamo condannati ad un eterno morire ma che non muore mai? Siamo in una eterna fase terminale. Eppure siamo Italiani, il nostro paese sarebbe glorioso fra le altre nazioni. Cerchiamo di guardarci dal di fuori per capire le nostre glorie ma anche, e soprattutto, le nostre miserie.

Marcello Veneziani nella sua "Lettera agli Italiani" ha una visione più ottimistica della mia: "Ma questo vasto e ricorrente scenario della decadenza mostra altresì che non si può assolutizzare il concetto di decadenza, ritenerlo irreversibile e definitivo, al punto da confonderlo con la morte. Non si può opporre all’ingenuo schema ottimistico del progresso infinito il tetro schema catastrofista della decadenza infinita. Più saggio è ritenere che la storia abbia i suoi cicli, con le sue parabole fatte di ascesa e declino; la decadenza si situa al termine di un’epoca, ma prelude a un’altra fase".

Vedremo mai quest'altra fase? La speranza è l'ultima a morire....almeno lei.  

1 commento :

  1. Questo è un paese volutamente tenuto dai poteri nell'ignoranza di tutto, storia, arte, cultura, adesso ci si è messa anche la chiesa, che almeno una volta insegnava qualcosa, un paese senza passato non ha futuro, ottima la frase di Gervaso "L'Italia sta in piedi perché non sa da che parte cadere".Illuminante.

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