16 agosto 2017

La lotta di Giacobbe per capire l'Amore

di Marco Parnaso
Mi è capitato di ascoltare qualche giorno fa l’episodio della lotta di Giacobbe con Dio e mi è stata ‘ispirata’ questa personale interpretazione del testo: a dire il vero non so se il testo originale autorizzi la mia interpretazione.

L’intuizione nasce dal fatto che se Giacobbe lotta con Dio, e noi sappiamo per quello che fa e succede dopo, che Dio è Amore (ma ancora Giacobbe non lo conosce per questa caratteristica), si può forse affermare che Giacobbe, quindi l’uomo, lotta con l’Amore? Quali sono dunque le conseguenze di questa lotta? Io ne ho individuate tre:

1) quando arriva l’alba vuol dire che è finito il tempo di lottare;
2) quando hai finito di lottare con l’amore e per l’amore, ti rimane una ferita indelebile (il nervo sciatico, a memoria perenne di questa);
3) le conseguenze di questa lotta sono la riconciliazione con Dio e gli uomini: infatti Giacobbe vede suo fratello Esaù a cui ha rubato la primogenitora e i due si riconciliano, anzi è colui che ha lottato con l’Amore che diventa capace di accogliere il perdono dell’altro.

L’amore è quindi una lotta: in qualunque punto della notte uno si trova, la buona notizia è che alla fine della lotta spunterà la luce dell’alba.
Una parola inizialmente incomprensibile a volte può schiarirsi: per questo chi legge la Parola, è a sua volta letto da essa: infatti la Parola dice ciò che accade, e fa accadere in chi la ascolta ciò che dice.  

0 commenti :

Posta un commento