14 agosto 2017

"La realtà dell'orco". Metafora storica di Silvana de Mari

di Alfredo Incollingo
La scrittrice Silvana De Mari è balzata alle cronache per le sue recenti critiche all'ideologia LGBT. Per questo volto noto della letteratura italiana è un “grave delitto” sottomettersi al pensiero conforme. Eppure, nonostante i biasimi, la scrittrice continua ostinatamente (e giustamente) a sostenere le sue posizioni critiche nei confronti della cultura “omosessualista”.

L'acume intellettuale della De Mari è evidente soprattutto nelle sue riflessioni letterarie. Il “fantasy” non è pura e semplice evasione, ma è un modo per studiare “da vicino” la realtà quotidiana. In “La realtà dell'orco” (Lindau, 2012) l'autrice ci spiega perché gli orchi, queste ripugnanti creature della tradizione occidentale, sono reali. Si aggirano non solo nelle pagine di romanzi e di racconti, ma anche tra di noi, nelle nostre città. Sono coloro che odiano i popoli liberi, i nostri figli, la nostra civiltà: sono coloro che amano ballare sulle macerie.

L'orco è una metafora della storia. La De Mari lo identifica nelle ideologie e nei movimenti che hanno per secoli tramato contro l'umanità e l'Occidente: il terrorismo islamico, il comunismo e tutte le ideologie disumane. La tentazione dell'orco si annida ancora nella nostra relativamente placida società: questa minaccia è sempre pronta a manifestarsi. Come combattere questi nemici?

La letteratura fantasy ci aiuta a riscoprire la bellezza del cristianesimo. Infatti, attraverso una galleria di personaggi fantastici (da Biancaneve a Harry Potter), la De Mari dimostra come queste figure rappresentino a loro modo la Verità del Vangelo. Solo il Fantasy ci può salvare e questo è un atto d'accusa nei confronti della cultura moderna che, negando la fantasia, snobba il valore morale del “fantasy”.

 

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