26 agosto 2017

Libro. "La rinuncia. Dio è stato sconfitto"?

di Alfredo Incollingo
L'11 febbraio 2013 papa Benedetto XVI annunciava al mondo intero l'intenzione di voler rinunciare al pontificato. Fu uno shock per i cattolici e per i tanti che avevano sperato in un cambio di rotta della Chiesa Cattolica. Il “Papa emerito” aveva insegnato che la tradizione cattolica è tutt'altro che morta e che può rivivere nella modernità. La “svolta tradizionalista”, come la definirono molti commentatori, fu un tentativo di riequilibrare la bilancia tradizione – modernismo, che pendeva troppo a favore del secondo. A distanza di anni tuttavia la rinuncia di Benedetto XVI non è stata ancora compresa e tanti autori hanno tentato le ipotesi più improbabili per darne una spiegazione. Il filosofo Fabrizio Grasso nel suo saggio “La rinuncia: Dio è stato sconfitto?” (Algra Editore, 2017) ci da un'analisi coincisa e realista della rinuncia di Ratzinger e della situazione attuale della Chiesa Cattolica, divisa tra due papi. Si parte da una dissertazione sui concetti di “autorità” e di “sovranità”, intorno ai quali ruota il pensiero politico tradizionale e cattolico, per giungere a spiegare cosa sta avvenendo nella teologia politica, che risente del radicamento del secolarismo. La rinuncia di Benedetto XVI viene letta con canoni politici e spirituali “depotenziati”, riprendendo la riflessione di Carl Schmitt, e non si riesce così a comprendere il misticismo della “rinuntio”. Come scrive Grasso, Benedetto XVI ha portato a compimento l'imitazione di Cristo con “l'abbandonare per se stesso e ogni cosa e porsi all'ultimo posto”. Il saggio di Grasso è un commento audacie e controcorrente sul gesto del “Papa Emerito”, che è stato analizzato senza riuscire a coglierne la portata storica e spirituale. Offre inoltre una lucida riflessione sugli eventi politici letti del futuro, alla luce di quanto è successo.  

1 commento :

  1. Non fu, lo è tuttora un immenso shock da cui è difficile riprendersi, ho letto il libro e non condivido la tesi dell'autore, anche se originale rispetto ad altre. La gravità e il peso di questo atto di inaudito e rischioso coraggio richiedono tempo per essere compresi, forse un giorno si sapranno alcuni dei tanti motivi, ma il VERO perché è una questione di coscienza tra Dio e Papa Benedetto XVI, umile servitore sì, ma Vicario di Cristo e depositario delle chiavi celesti in quanto successore di Pietro, roba di non poco conto. Complimenti per i begli articoli che pubblicate. Grazie.

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