24 agosto 2017

Papa Francesco e lo Ius Soli: l''ennesima fake news (fino ad un certo punto)


di Federico Cavalli

Le dichiarazioni del Santo Padre, contenute all’interno del documento per la giornata mondiale dei migranti 2018 (qui il testo integrale), hanno sollevato un grande polverone mediatico, e non sarebbe potuto essere altrimenti dato il tema che si è affrontato: l’immigrazione.

Sui social, così come si poteva facilmente immaginare anche solo leggendo le prime pagine dei quotidiani nazionali, si è acceso un forte dibattito sulla questione che si è sviluppato soprattutto intorno alla seguente affermazione del Pontefice: “Nel rispetto del diritto universale ad una nazionalità, questa va riconosciuta e opportunamente certificata a tutti i bambini e le bambine al momento della nascita”. Alcune testate giornalistiche nazionali, prima fra tutte Repubblica, esercitando una notevole disonestà intellettuale, hanno intitolato in prima pagina: messaggio di Papa Francesco: “si allo ius soli e allo ius culturale” (qui il link dell’articolo di Repubblica); se si inserisce una dichiarazione fra le virgolette, si vuole fare intendere al lettore che quella determinata frase è stata detta dallo stesso Papa Francesco, quando ciò non è mai avvenuto.

Vi invito a cercare, nel documento ufficiale, esattamente quell’affermazione che è stata virgolettata dal giornalista di Repubblica; non la troverete. Si parla spesso, e la maggior parte delle volte anche sulle pagine del quotidiano sovra citato, di quanto sia indispensabile agire contro le fake news prendendo pesanti contromisure nei confronti di chi le diffonde; se mai dovesse essere approvata una legge del genere, Repubblica dovrebbe essere la prima testata nazionale a chiudere i battenti, visto e considerato che non è la prima volta che interpreta ed “inventa”, a proprio piacimento e per fini facilmente intuibili, le parole del Santo Padre.
Urge però sottolineare come, sui social, una parte considerevole del popolo dei fedeli abbia espresso il proprio disappunto su ciò che è stato detto dal Papa poiché, anche se non direttamente, hanno interpretato tale discorso come un via libera al così detto “ius soli”, legge che da mesi sta agitando l’opinione pubblica della nostra penisola. Sebbene non vi sia alcun passaggio esplicito dove si afferma ciò, posso comprendere come un testo del genere possa essere interpretato, piuttosto facilmente, come un vero e proprio intervento a “gamba tesa” nella vita politica italiana, da parte di Francesco, a favore di tale legge; ciò è dovuto soprattutto al fatto che, come abbiamo già visto, le parole del Santo Padre vengono puntualmente strumentalizzate da giornalisti che hanno a cuore esclusivamente , non il racconto della verità, ma il proprio interesse ideologico/partitico.

Sebbene non vi sia quindi un esplicita apertura allo ius soli bisogna però ricordare, per onestà intellettuale, alcuni punti fondamentali per interpretare, nel miglior modo possibile, le molteplici reazioni che sono scaturite da questa vicenda: Papa Francesco ha più volte dimostrato nel corso del suo pontificato, una totale e piena fiducia in Repubblica; le osservazioni di Francesco all’interno del documento sono, in molti punti, come fa notare giustamente Francesco Agnoli in un interessante post di Facebook , non solo molto opinabili ma vanno verso una notevole apertura (lo ius soli non è nominato, ma è difatti suggerito) invitando a:

a) concedere «possibilità più ampie di ingresso sicuro e legale nei paesi di destinazione» e ad «un impegno concreto affinché sia incrementata e semplificata la concessione di visti umanitari e per il ricongiungimento familiare»;

b) «ad anteporre sempre la sicurezza personale (del migrante) a quella nazionale» (come se quella nazionale non fosse la sicurezza di singole persone);

c) a concedere la nazionalità: essa «va riconosciuta e opportunamente certificata a tutti i bambini e le bambine al momento della nascita»;

d) a «favorire il ricongiungimento familiare — con l’inclusione di nonni, fratelli e nipoti — senza mai farlo dipendere da requisiti economici»;

e) all’«offerta di cittadinanza SLEGATA da requisiti economici e linguistici e di percorsi di regolarizzazione straordinaria per migranti che possano vantare una lunga permanenza nel paese».

Ci dispiace inoltre sottolineare come, su un tema così tanto politico, il Santo Padre si sia più volte espresso abbastanza chiaramente (secondo noi legittimamente), mentre su temi prettamente etici, come le leggi che hanno introdotto il matrimonio gay in Irlanda e Germania, o le unioni civili qui in Italia, si è scelta la discutibile via, se non del silenzio, di un qualcosa che vi si avvicina. Così come ci appare assurda la nomina, di consulente per la comunicazione, in vaticano, di padre James Martin, attivista LGBT che, proprio in questi giorni, ha ricevuto un premio “arcobaleno” e, ringraziando per tale onore, ha detto: “le persone omosessuali e transessuali sono così perché Dio le ha fatte così” (fonte).

Da tutto ciò si può intravedere uno scenario veramente preoccupante: larga parte dei fedeli cattolici vorrebbe più chiarezza su certi temi, chiarezza che è invocata ormai da anni e che, quando arriva, è seguita da scelte che generano ulteriore confusione. Non vorremmo che questi fedeli si sentano messi da parte per far posto a gente ideologicamente schierata, come padre James Martin. Detto ciò, viva il nostro attuale Papa e teniamo sempre presente il suo invito di inizio pontificato: preghiamo per lui e per la Chiesa cattolica. Voglio inoltre chiarire che ritengo assurdi ed inaccettabili gli innumerevoli insulti rivolti al Papa da parte di quelle persone che, in queste ore, si sono lasciate prendere dall’indignazione più profonda e violenta.

http://www.motoretrogrado.it/2017/08/23/le-vere-fake-news-papa-francesco-e-limmigrazione/

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