19 agosto 2017

San Giovanni Eudes e la devozione salvifica ai Sacri Cuori


di Roberto de Albentiis

Alla data del 19 agosto troviamo nel Messale riformato, come memoria facoltativa, quella di San Giovanni Eudes, sacerdote e confessore; nel Messale tradizionale, invece, la sua memoria era obbligatoria, di terza classe. Eppure questo santo sacerdote francese, possiamo dirlo, è poco conosciuto, ma perché, allora, la sua memoria era ed è tutto sommato ancora inserita nel Messale?
Nato a Ry, nella fredda Normandia, nel 1601, studiò presso i Gesuiti di Caen, dove fu ordinato sacerdote; inizialmente dedito alla cura degli ammalati e degli appestati, si decise in seguito per le missioni popolari, allora tanto necessarie in una Francia divisa dall’eresia protestante e dalle controversie regaliste, gianseniste e quietiste. Resosi conto della necessaria importanza della figura del sacerdote, in una Francia il cui clero lasciava invero a desiderare, fu il fondatore di una congregazione religiosa maschile nota poi come Eudista e di una femminile nota come Figlie di Nostra Signora della Carità; rese immensi servizi alla Chiesa con la fondazione di seminari e la predicazione di missioni in tutte le provincie francesi con un successo che ha del miracoloso. Fu un apostolo della devozione ai Cuori di Gesù e Maria, il primo a predicarla e a scriverne opuscoli (come “Il Cuore ammirabile della Madre di Dio”) e soprattutto testi liturgici, che vennero adottati prima per le sue famiglie religiose e le singole diocesi in cui predicava e, successivamente, per l’intera Chiesa. Se la diffusione del culto dei Sacri Cuori e la scrittura delle relative Messe ebbe sorte alterna, proprio a San Giovanni Eudes si deve però la prima sistematizzazione liturgica, che, peraltro, fu lo sbocco naturale di una devozione in realtà assai più antica.
Per San Giovanni Eudes (morto a Caen il 19 agosto 1680) i Cuori di Gesù e Maria sono fonte tanto della dignità umana quanto soprattutto simbolo dell’amore incessante di Dio; è grazie a lui, e poi a San Claudio de la Colombiere e San Luigi Maria Grignion de Montfort, che si irrobustisce la fede cattolica della Francia profonda, che giocherà poi un ruolo decisivo, anche se sfortunato, nella grande opposizione popolare e campagnola alla nefasta Rivoluzione Francese. Purtroppo tardi prima la Chiesa e poi lo Stato di Francia capiranno l’importanza dei Sacri Cuor di Gesù e Maria, la cui mancata diffusione e consacrazione portò tanti lutti nella Francia e poi nell’intera Europa.

Cosa può insegnarci San Giovanni Eudes, un santo certo importante ma dalla vita tutto sommato ordinaria e dal culto non troppo diffuso? Certamente l’importanza della figura sacerdotale, figura ormai bistrattata non tanto e non più dalla società, che anzi, in realtà, anela a santi sacerdoti, ma nella Chiesa, dove pare di essere tornati proprio ai tempi della sua predicazione, quando tanti sacerdoti erano meri burocrati e funzionari; non assistiamo oggi a chiese chiuse o vuote e a sacerdoti introvabili, quando vorremmo invece magari confessarci, parlare e pregare con loro? E che dire dello stato dei seminari, che anziché riformati o fondati sono chiusi?
Ma soprattutto, la devozione ai Sacri Cuori, di cui fu un apostolo e predicatore instancabile; proprio in questo anno centenario di Fatima, in ricordo dell’accorato appello della Madonna a ricorrere alla devozione al Suo Cuore Immacolato, riscopriamo e ricorriamo a queste due inscindibili devozioni: la devozione ai Sacri Cuori di Gesù e Maria è devozione di amore e sacrificio, è una devozione che fa meditare sul grande amore di Dio in Gesù e Maria e sulla nostra piccolezza, dal momento che con i nostri peccati offendiamo i teneri e amabili Cuori, fornaci di amore, di Gesù Redentore e Maria Corredentrice. Considerando il grande amore divino racchiuso nei Sacri Cuori, corrispondiamo allora ad esso con la confessione e la comunione, la preghiera e la consolazione, e la diffusione di tale magnifica devozione!

 

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