06 agosto 2017

Stati Uniti. Chi teme il Grande Risveglio?

di Francesco Filipazzi
Recentemente Padre Spadaro e soci hanno demonizzato con un attacco virulento quella che, secondo loro, sarebbe un'alleanza negativa fra cristiani evangelici e cattolici negli Stati Uniti, in nome dei principi non negoziabili. L'articolo, pubblicato su La Civiltà Cattolica, ha destato molte polemiche e sconcertato gli stessi gesuiti. E' surreale infatti che un'autorevole rivista cattolica attacchi chi vuole combattere la deriva etica, oltretutto seguendo un concetto ecumenico, che a lorsignori dovrebbe piacere. 

La questione della riorganizzazione della cosiddetta destra religiosa non è però secondaria e chi mastica un po' di storia degli Stati Uniti può aver drizzato le antenne, pensando a due parole magiche che hanno segnato ciclicamente la storia americana: Grande Risveglio. In questo caso il quarto e forse, se le cose andranno come devono andare, il più dirompente. 

Per la nascita degli USA la religione è stata molto importante. I puritani, usciti dall'Inghilterra per trovare una sorta di nuova Terra Promessa, costituirono l'ossatura delle prime realtà sulle coste atlantiche. Il dibattito teologico ferveva e fu uno dei motivi di rottura con la madre patria, di cui si rifiutava anche la Chiesa anglicana, che pur essendosi allontanata da Roma, conservava una concezione gerarchica. Successivamente ci fu nella seconda generazione di coloni un declino in termini di fede, cui però seguì nuovo vigore con il Primo Grande Risveglio, un movimento spirituale che si sviluppò fra il 1730 e il 1740. Successivamente il Secondo si verificò fra il 1800 e il 1820 e il Terzo nella seconda metà dell'800. Senza analizzare nei dettagli i Risvegli, si deve sottolineare che questi hanno segnato ogni volta la società americana e ne hanno plasmato l'identità. 

Sin dall'epoca Bush si parla di un Quarto Grande Risveglio e possiamo ben dire che i segnali oggi ci sono tutti, con un elemento nuovo ed entusiasmante. I precedenti erano tutti fenomeni interni al mondo protestante, mentre oggi negli Stati Uniti ci sono circa 60 milioni di cattolici rampanti, attivi, organizzati e preparati. Non è che, entrando un po' nell'utopico, il Risveglio di inizio millennio non possa essere guidato proprio da loro? Sarebbe sicuramente un dono del Cielo che certo non porterebbe, nel breve periodo, ad una conversione di massa degli statunitensi, ma irradierebbe la società americana della luce cattolica che fino ad oggi mancava. Contribuirebbe a correggerne errori e storture, valorizzandone i punti positivi. 

I cattolici potrebbero avere un ruolo guida perché hanno una struttura gerarchica ben definita, riconoscibile e stabile, mentre gli evangelici e gli altri gruppi no. Per questo tendono a dividersi e ad andare in ordine sparso.
Forse abbiamo bevuto troppo, forse è un grande sogno, però dalle parti di Roma, potrebbero pensarci, abbandonando la chiusura attuale. Negli Usa è infatti presente una classe di vescovi dottrinalmente sani e carismatici che sanno farsi valere.
 

1 commento :

  1. Può darsi che negli USA possa esserci il grande risveglio dopo il grande sonno, purtroppo l'Europa è in morte cerebrale, valida tutt'al più per espianto organi.

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