28 agosto 2017

Summorum Pontificum. Si radunano gli avvoltoi?


di Francesco Filipazzi

Avete presente quando abbiamo denunciato che si era in procinto di scagliare un attacco al Summorum Pontificum? Molti non ci credevano. Possibile che si arrivi a tanto? Ebbene siori e siore, il menù di oggi propone proprio questo. L’ora X è scattata, l’assalto finale, l’ultima spiaggia degli ottuagenari per sentirsi vincenti.

Il segnale lo ha lanciato Bergoglio, durante un discorso alla settimana liturgica nazionale. “La riforma liturgica è irreversibile”, dice il Papa, anzi va portata a termine. Dunque quella che è universalmente percepita come una riforma fallimentare che ha allontanato i cattolici dalla Messa diventa “irreversibile” e non si può proprio ridiscuterne i canoni. Eh no amici miei, ha dato “frutti indiscutibilmente benefici”. Lo si afferma con “autorità magisteriale”. Se i fatti contraddicono la teoria, tanto peggio per i fatti. O no?

Nel discorso in realtà non si parla di grandi cambiamenti futuri, ma è palesemente un segnale, non si capisce perché altrimenti tutti i media che fanno capo al cattoprogressismo militante (Avvenire, Osservatore Romano, Vatican Insider) con i loro giornalisti capofila delle processioni turiferarie (vedi Tornielli) abbiano dato un risalto così ampio a quella singola frase.Va inoltre notato che nella disamina dei pontefici che hanno toccato la liturgia, da San Pio X a Pio XII, non viene citato quello che in tempi recenti ha fatto della liturgia un cardine del pontificato, cioè Benedetto XVI. Un segnale di debolezza su un argomento, il Motu Proprio, che è ormai nel mirino. Sembra infatti che ci sia il timore addirittura di nominare l'emerito, forse perché si dovrebbe parlare di cosa è nato da quel Motu Proprio. La tesi dell'irreversibilità crollerebbe.

Forse siamo come sempre in malafede, ma l'eventualità che il movimento popolare che fa capo al Summorum Pontificum sia in procinto di essere cucinato a dovere appare concreta. D’altronde lo si vede già. Nelle diocesi dove si era in procinto di avere nuovi centri di Messa è stato bloccato tutto. Altrove, dove invece la Messa in Latino era già tornata da molti anni, con rinnovata arroganza si stanno mettendo i bastoni fra le ruote a fedeli e sacerdoti, nel tentativo di farli desistere. Attorno a ciò che è nato dal Motu Proprio, insomma, c’è aria pesante e da un anno a questa parte stanno affilando le lame per ammazzare i maiali, che saremmo noi.

D’altronde Andrea Grillo lo ha detto in tempi non sospetti. L’obiettivo è chiudere tutto, sbaraccare, cacciare. La furia rivoluzionaria non accetta mediazione.
Il colpo era in canna da un certo periodo e qualche segnale c'era già stato. Un sacerdote veronese a luglio aveva scritto al Papa per lamentare una certa deriva tradizionalista. "Ma come? dopo tutto quello che abbiamo fatto questi giovani che vogliono?" scriveva il vegliardo. La risposta, a questo punto un programma, di Francesco non era tardata. "Tranquillo, ghe pensi mi". E ci ha pensato.
Certo la soppressione del Motu Proprio non è un intento diretto del Papa, ma sicuramente molti vedono come fumo negli occhi l'afflato tradizionalista. La strumentalizzazione delle parole dell'altro giorno avverrà sicuramente.

E il cardinal Sarah? Alla fine è il primo ad essere colpito da questo discorso, che va a smentire tutto ciò che ha detto, in qualità di prefetto del Culto divino su una riforma della riforma, negli ultimi tempi. Bergoglio non lo dimissiona a calci come ha fatto con Muller (anche se alla scadenza del mandato probabilmente dal Vaticano invocheranno i respingimenti dei barconi per rimandare lo scomodo africano in Guinea), ma di fatto lo esautora, lo scavalca, come aveva già fatto.

Si stanno radunando gli avvoltoi?


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4 commenti :

  1. Sarah, poi Gänswein a fine mandato e.....in cauda venenum, papa Benedetto XVI che verrà s-cacciato in modo più o meno elegante, gesuiticamente gesuitando, dal Vaticano, et voilà, les jeux sont faits, troppi invidiosi sedicenti teologi ce l'hanno con lui e il complesso di palese inferiorità morde ora più che mai.

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  2. Io penso che non ci si debba fasciare la testa prima che sia rotta. Sicuramente l'intento di Bergoglio è quello di devastare la Chiesa di cui non sa che farsene (per lui la salvezza viene dal popolo, non dal munus sanctificandi della Chiesa), ma non credo che sia anche quello dei suoi cortigiani. Quindi, a meno che questi zerbini non vogliano perdere una grossa fetta di fedeli, credo che certamente continueranno con la guerra, ma che non arriveranno all'abolizione. Ma se malauguratamente ci fosse il serio pericolo che questa ipotesi si concretizzasse, sarebbe soprattutto nelle mani dei fedeli laici la possibilità di far sentire potentemente la voce del popolo del Summorum, giacché noi preti e religiosi siamo sufficientemente minacciati e puniti con l'obbedienza usata su di noi come una clava.

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  3. Sarebbe un regalo su un piatto d'argento ai lefebvriani. Non so se Oltretevere sono così smaniosi di distribuire strenne.

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  4. O forse, essendo un po' maliziosi, 2 piccioni con una fava, i lefev sono 4 gatti e non gli danno certo chiese per celebrare, gli altri zitti e normalizzati.......una super strenna per i bergies and co.

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