13 agosto 2017

Viaggio sentimentale e devozionale a Roma: il Divino Amore (Parte LV)

di Alfredo Incollingo
Nella primavera del 1740, nella campagna romana, un pellegrino si dirigeva a Roma per visitare la basilica di San Pietro. Durante il tragitto si smarrì nei pressi di Castel di Leva. Su un colle scorse un gruppo di case e un castello diroccato e si recò lì con la speranza di trovare aiuto. Alcuni cani rabbiosi lo assalirono. Nella tensione di quegli attimi posò lo sguardo sulla torre del castello e notò un'icona con la Madonna e il Bambin Gesù sovrastati dallo Spirito Santo.

L'uomo si gettò a terra pregandoLa di venire in suo aiuto e così avvenne: le bestie si gettarono sull'uomo, ma all'improvviso svanirono. Il pellegrino rimase sbalordito dall'accaduto e nel frattempo alcuni pastori erano giunti in suo aiuto. Si riprese e grazie alle loro informazioni si rimise in cammino verso Roma. Il racconto del miracolo mariano si diffuse rapidamente in città e il castello divenne ben presto meta di pellegrinaggio. Il 19 aprile 1745 l'icona mariana venne intronizzata nel vecchio santuario del Divino Amore. L'affluenza dei fedeli fu così elevata da indurre papa Benedetto XIV a concedere l'Indulgenza Plenaria agli astanti e a quanti si fossero recati lì nei sette giorni successivi.

Durante la seconda guerra mondiale la Madonna del Divino Amore venne trasferita a Roma per evitare la distruzione a seguito dei bombardamenti Alleati. In quei giorni gli anglo-americani erano in procinto di conquistare la Città Eterna e papa Pio XII comprese l'urgenza di invocare la Madonna per proteggere la Chiesa e i fedeli dalle barbarie della guerra. Il pontefice invitò i romani a pregare per la salvezza della città durante l'ottavario della Pentecoste e la novena della Madonna del Divino Amore, che iniziò il 28 maggio del 1944. La folla dei fedeli fu immensa nella chiesa di Sant'Ignazio di Loyola, dove si contemplò l'icona. Il 4 giugno terminò l'ottavario e si conobbero le sorti della città. Alle ore 18 venne letto in chiesa il testo del voto alla Madonna del Divino Amore: i fedeli Le promisero che avrebbero adempiuto ai propri obblighi morali e avrebbero realizzato un nuovo santuario e un'opera di carità a Castel di Leva. Quella sera i tedeschi lasciarono la città e gli Alleati entrarono pacificamente a Roma. La Madonna ancora una volta soccorse la popolazione in difficoltà.

Così affermò papa Pio XII durante la messa di ringraziamento: “Noi oggi siamo qui non solo per chiederLe i suoi celesti favori, ma innanzitutto per ringraziarLa di ciò che è accaduto, contro le umane previsioni, nel supremo interesse della Città eterna e dei suoi abitanti. La nostra Madre Immacolata ancora una volta ha salvato Roma da gravissimi imminenti pericoli; Ella ha ispirato, a chi ne aveva in mano la sorte, particolari sensi di riverenza e di moderazione; onde, nel mutare degli eventi, e pur in mezzo all'immane conflitto, siamo stati testimoni di una incolumità, che ci deve riempire l'animo di tenera gratitudine verso Dio e la sua purissima Madre.”

Per rispettare il voto venne istituita la “Congregazione delle Figlie della Madonna del Divino Amore” per le opere di carità: tuttora porta soccorso agli indigenti. Nel 1996, in occasione del Giubileo del 2000, il cardinale Camillo Ruini posò la prima pietra per la costruzione del nuovo santuario del Divino Amore. I romani, grati per il soccorso di Maria, rispettarono il voto che Le era stato fatto. Il viaggio continua.  

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