02 settembre 2017

A Czestochowa il tricentenario dell’incoronazione della Madonna Nera


di Giorgio Enrico Cavallo

Ha avuto una storia travagliata; è stata sfigurata dagli eretici. Ma è ancora lì, a proteggere la Polonia e il mondo. È la Madonna di Czestochowa, della quale ricorrono i 300 anni della sua incoronazione. Incoronazione in grande stile e – squillino le trombe – riconosciuta una volta tanto dalla politica: il parlamento polacco nei mesi scorsi ha infatti approvato la risoluzione relativa a questo importante anniversario, di fatto riconoscendo ancora una volta la sovranità di Maria Vergine sulla Polonia.

Il Papa in un messaggio ai pellegrini, ha recentemente affermato: «Trecento anni fa il Papa concesse di porre le corone papali sull’immagine della Madonna di Jasna Gora, vostra Regina. È un grande onore avere per Madre una Regina, la stessa Regina degli Angeli e dei Santi, che regna gloriosa in cielo. Ma dà ancora più gioia sapere di avere per Regina una Madre, amare come Madre Colei che chiamate Signora. La sacra immagine mostra infatti che Maria non è una Regina distante che siede in trono, ma la Madre che abbraccia il Figlio e, con Lui, tutti noi suoi figli. È una Madre vera, con il volto segnato, una Madre che soffre perché prende davvero a cuore i problemi della nostra vita. È una Madre vicina, che non ci perde mai di vista; è una Madre tenera, che ci tiene per mano nel cammino di ogni giorno».

Oltre ad essere una Madre vicina e tenera, quella di Czestochowa è una Madre forte e potente, con una storia travagliata, dalla quale è uscita sempre vittoriosa. Giustamente, la Polonia e la Chiesa l’hanno costantemente onorata, come nel caso dell’importante tricentenario che cadrà l’8 settembre 2017: nel 1717, la sacra immagine veniva incoronata e decorata con le insegne papali, alla presenza di 200mila pellegrini. Per la prima volta, in nome del pontefice romano veniva incoronata un’immagine della Madonna oltre i confini italiani. 

Icona importantissima, secondo la tradizione fu realizzata addirittura da san Luca. Portato sulla collina di Jasna Gora dal principe Ladislao di Opole, nel 1430 il quadro venne sfigurato dai seguaci di Jan Hus nel 1430: a colpi di ascia, la soldataglia che aveva preso Czestochowa squarciò la tela in più punti: i tagli sono ancora evidenti, nonostante il restauro compiuto già all’epoca, con i mezzi del Quattrocento, quando l’arte del restauro come oggi la conosciamo era ancora ai suoi albori.

Il parlamento polacco, nel 1764, riconobbe pubblicamente il ruolo svolto dalla Madonna Nera, invocando la protezione dell’icona di Jasna Gora. Nei difficili anni della spartizione della Polonia e soprattutto durante la dura occupazione russo-sovietica, la Madonna sfregiata divenne immagine della patria sofferente: così, la preghiera alla Vergine Nera divenne anche un segno patriottico, una mirabile conversione di fede in Dio e di amore per la propria terra. Resta mirabile ed unico nella storia del Novecento l’atto compiuto dall’episcopato polacco il 3 maggio 1966, quando i vescovi consacrarono la Polonia a Maria. Il documento ufficiale venne inviato a Paolo VI, che lo definì «un’opera di devozione della più elevata misura». Erano gli anni del dominio sovietico ed ateo: una sfida politica nel nome di Maria, che evidentemente diede l’ispirazione ed il coraggio di compiere un altro atto straordinario e commovente: dopo la consacrazione della Polonia nel 1966, il 5 settembre 1971 i vescovi polacchi compirono un solenne atto di affidamento della Chiesa Universale e del mondo alla Madonna. L’atto venne ripetuto una seconda volta l’11 settembre, giorno della vittoria sui musulmani alle porte di Vienna nel 1683. Vittoria fondamentale a livello storico, e particolarmente cara ai polacchi, perché a sbaragliare i turchi ottomani fu il loro re, Giovanni III Sobieski.

Negli ultimi anni, il culto alla Madonna Nera si è ampliato sempre più, anche per la “promozione” fatta dal santo pontefice Giovanni Paolo II che, nel suo viaggio in Polonia nel 1979, rinnovò l’atto di affidamento di tutta la Chiesa alla Madonna.
Viene da pensare che, poiché i santuari non sono luoghi come gli altri, ma rappresentano sempre più delle ridotte nelle quali questa moderna umanità spiritualmente travagliata trova riparo e conforto, Czestochowa rientri in un piano della Madonna per la conversione dell’Europa. Volendo lasciarci suggestionare dalle date, è curioso che questa importante ricorrenza mariana cada proprio nell’anno di un altro fondamentale centenario: quello di Fatima. E di altri due centenari “negativi”: quello della rivoluzione russa – che tanta sofferenza portò ai popoli slavi – e della fondazione della moderna massoneria, avvenuta anch’essa nel 1717. Due nemici – il comunismo e la massoneria – che la Madonna ha combattuto e continuerà a combattere.

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