11 settembre 2017

Bastardi nordcoreani? Quello che i media non dicono


di Roberto De Albentiis

Periodicamente, sui nostri media, si sentono notizie provenienti dalla penisola coreana: questa piccola parte di terra, così lontana dalle nostre coste (ma abbastanza vicina a quelle occidentali americane) pare essere un costante pericolo per la pace mondiale, come sentiamo spesso al telegiornale. È proprio così?

Innanzitutto, bisogna precisare che molte delle notizie che si sentono sulla Corea del Nord sono, quantomeno, incerte, dal momento che tale Stato non lascia trapelare molto di sé (e molte delle informazioni che leggiamo vengono da media, tanto ufficiali quanto satirici, della Corea del Sud, che quindi ha molto interesse a dipingere il proprio nemico in maniera negativa); nonostante ciò, sarebbe errato dire si tratti di un Paese isolato, dal momento che ha relazioni e alleanze con numerosi Paesi del mondo, e di recente ha avuto la guida del movimento internazionale dei Paesi Non Allineati (vedasi qui per un articolo più dettagliato). E peraltro, tra questi Paesi in relazione con la Corea del Nord, vi è proprio l’Italia, prima tra i Paesi occidentali ad aver allacciato rapporti con Pyongyang fin dal 2000 (vedasi qui).

La Corea del Nord, uno degli ultimi Stati socialisti attualmente esistenti (pur con delle caratteristiche peculiari che quasi lo farebbero un sistema a sé stante, al pari dell’alleata Cina), ha certamente caratteri che la distanziano enormemente dal sistema dei Paesi occidentali, su tutti, probabilmente, il pervasivo culto della personalità tributato ai Kim, che però affonda anche le sue radici nell’antica struttura confuciana e feudale della Corea, che lo stesso socialismo reale non riuscì del tutto a scalfire, eppure, a differenza anche di altri Stati comunisti, non ha mai tentato di imporre niente al di fuori dei propri confini; si dice che la Corea del Nord sia una minaccia alla pace internazionale, eppure l’unica guerra che combatté, dal 1950 al 1953, fu una guerra contro la vicina Corea del Sud, armata dagli americani. Da allora, mai ha dichiarato guerra a nessun altro Paese.

La minaccia alla pace mondiale sarebbe rappresentata dalle armi atomiche che Pyongyang possiede peraltro da anni; ciò è vero, eppure le armi atomiche le hanno, da più di cinquant’anni, gli USA, la Russia, la Francia, l’India e il Pakistan, la Cina, Israele; gli USA, su Hiroshima e Nagasaki, sono stati il primo Paese ad utilizzare due bombe atomiche, e per di più in maniera del tutto gratuita per sperimentare le nuove armi su di un Paese ormai allo stremo come il Giappone e per lanciare un avvertimento ad un ex alleato quale l’URSS; i loro alleati come Pakistan e Israele e, di nuovo alleata, la Francia, hanno armi atomiche, i Paesi NATO – tra cui l’Italia – aderiscono ad un trattato di condivisione nucleare, eppure gli stessi USA vigilano su altri Paesi affinché non abbiano armi atomiche, e non certo per buon cuore, ma per eliminare pericolosi concorrenti. Come spiegarsi se no la perdurante ostilità al programma atomico iraniano (quando l’Iran ha aderito ai trattati di non proliferazione e alle ispezioni dell’ONU), quando nell’area è Israele ad avere da tempo armi atomiche non dichiarate e contornanti una politica estera espansionista e aggressiva, che però non suscita particolare sdegno.

La Corea del Nord si è dotata negli anni di armamenti atomici per difendersi da eventuali aggressioni preventive, per non fare la stessa fine di Serbia, Iraq, Libia e Siria, solo per citare gli esempi più recenti di Stati vittime dell’imperialismo americano; a ciò si aggiunge ovviamente la peculiarità della storia e della situazione coreana, dove ad una Corea del Nord supportata (ma non sempre) da Cina e Russia, si contrappone una Corea del Sud supportata da Stati Uniti e Giappone, con numerose e continuative esercitazioni congiunte coreano-meridionali/statunitensi prossime ai confini stessi del Nord (Nord che, viceversa, non ha mai permesso neanche alle alleate Cina e Russia di fare esercitazioni militari nel suo territorio, e che, dallo scoppio della guerra civile siriana causata dagli USA e dai loro alleati, ha costantemente inviato soldati e armamenti in supporto al legittimo presidente siriano Assad contro i terroristi islamici sauditi e stelle e strisce).

Per una migliore lettura, vedasi qui. E a chi potrebbe obiettare che la Corea del Nord è un pericolo per la pace, verrebbe da chiedere se per caso Clinton, Bush, Obama, Blair, Cameron, Sarkozy, Hollande, i monarchi del Golfo Arabo fossero nord-coreani.

Il sistema politico nord-coreano, inesportabile in Italia (e, peraltro, non c’è nessuna intenzione da parte di Pyongyang di esportarlo, a differenza di Washington e Bruxelles e dei loro tentativi di esportare democrazia liberale e libero mercato) e non privo di rilievi critici, è una minaccia per il mondo? Se non incontrerà nessuna stupida velleità americana di regime change, non lo sarà; per il momento, da più di vent’anni, sono i Paesi democratici ad aver causato lutti, guerre e destabilizzazioni, non certo le dittature (vere o presunte) cattive.

Per concludere e per spiegare meglio la politica sovranista nord-coreana, voglio citare alcuni pensieri di Kim Il Sung, il fondatore della Corea del Nord, che, se pur comunista, era profondamente patriottico, e certo avrebbe da insegnare tanto alla sinistra liberal o “centrosocialara” quanto a molti “destroterminali” rimasti a prima della Guerra Fredda: “Per i popoli che hanno raggiunto l’indipendenza il problema fondamentale oggi è riuscire a consolidare l’indipendenza politica nazionale e salvaguardare la sovranità. La sovranità è vitale per una nazione. Ogni paese era sovrano all’origine. Un paese che non sia sovrano, non può essere considerato uno Stato realmente indipendente.”
“L’indipendenza economica è la base materiale dell’indipendenza politica e della sovranità. Quando non si è economicamente indipendenti non si può evitare di essere asserviti sul piano politico e affrancarsi dalle situazioni di ineguaglianza rispetto alle altre nazioni.”
“Se i paesi che hanno ottenuto l’indipendenza politica non realizzano un’economia nazionale indipendente e sul piano economico continuano a dipendere dall’estero, saranno i fatto asserviti e non potranno essere considerati realmente indipendenti.”

http://www.motoretrogrado.it/2017/09/10/bastardi-nordcoreani-quello-che-i-media-non-dicono/


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1 commento :

  1. Mi dispiace solo che sono un po' lontano...non dalla Corea del Nord, ma da un Campari bevuto insieme, alla salute del simpatico Kim e all'ottimo articolo!

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