06 settembre 2017

Birmania, i vescovi non ci stanno: «Francesco rilascia dichiarazioni che non riflettono la realtà»


di Giorgio Enrico Cavallo

Hanno risposto senza troppi giri di parole. «Abbiamo paura che il papa non abbia informazioni abbastanza accurate e rilasci dichiarazioni che non riflettono la realtà». Così Raymond Sumlut Gam, vescovo di Bhamo, in Myanmar (ex Birmania), in un virgolettato estrapolato da AsiaNews (qui). Il riferimento del porporato asiatico è alle parole del pontefice all’Angelus del 27 agosto, quando Bergoglio si è dichiarato vicino ai «nostri fratelli» Rohingya (qui). Che poi sono musulmani. Che vivono in un paese, l’ex Birmania ora Myanmar, con gravissimi problemi interni.
Parole che non hanno sortito un gradito effetto nella curia locale. Figuratevi la maggioranza buddista cosa ha pensato. E che a novembre Bergoglio sarà il primo pontefice a visitare quella nazione dell’Indocina! (i dettagli, qui). Un ottimo biglietto da visita, visto che ora molti temono tensioni nel paese al momento della visita del santo padre.
Nuovamente, Bergoglio si dimostra un abilissimo gaffeur (se così si può dire), diplomatico a dir poco attento e sagace, che dovendo visitare tra pochi mesi un paese con gravi problemi etnici interni, si lascia andare in affermazioni su argomenti che non conosce, mettendo in imbarazzo il clero locale che deve in tutta fretta mettere una toppa per salvare la faccia e magari evitare ulteriori disordini nel paese. Ma non solo: sembra che una tappa del viaggio in Birmania comprenda anche la visita ai Rohingya.
Padre Mariano Soe Naing, portavoce della locale conferenza dei vescovi, ha pertanto dovuto affermare: «Vi sono voci che il Santo Padre visiterà il Rakhine ed i Rohingya. Questo è sbagliato. Se abbiamo mai bisogno di portare il Santo Padre alle nostre persone sofferenti, lo porteremo ai campi profughi dei Kachin, dove molte vittime della guerra civile sono state sfollate dalle loro case». I Kachin sono un’etnia a predominanza cattolica, che forse dovrebbe essere più vicina alla sensibilità del santo padre. Il portavoce continua: «il papa porterà circa 100 giornalisti. Questa visita verrà evidenziata dalla comunità internazionale. Dopo la visita papale, vi saranno molti vantaggi soprattutto nel campo delle relazioni diplomatiche del Myanmar».
Ci permettiamo di lanciare un appello al Vaticano: per le dichiarazioni del papa, almeno prima dei viaggi apostolici, chiedete ai vescovi qual è la situazione locale. Sono lì anche per quello



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1 commento :

  1. Anche i preti della Colombia hanno fatto intendere di non gradire la visita del vdr e lo fanno pubblicamente, non proprio di buon gusto il logo FARC proiettato sulla facciata della cattedrale, ma dopo le scimmie in S.Pietro, ci si deve aspettare di tutto e di più....

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