12 settembre 2017

Cari Anonimi della Croce


Cari Anonimi della Croce,

Ho saputo solo ora, con qualche giorno di ritardo, del vostro ritorno sul web. All’inizio, appena il vostro blog comparve la prima volta, quasi mi rincuorai e leggevo attentamente ciò che scrivevate, perché, mi dicevo, una reazione c’è a quanto accade. Ma col passare del tempo la prima convinzione si è andata mutando, fino al punto in cui non ho potuto che guardarvi con un occhio molto critico, se non proprio sospetto. La domanda che mi resta fra le labbra, leggendo i vostri articoli e i vostri spifferi, è: DA QUALE PARTE STATE?
La questione non è pacifica, perché la risposta non è poi così scontata come voi pretendete che sia.
Ciò che non torna nel vostro operare (che è al tempo stesso, vostra difesa e vulnerabilità, ma anche una vulnerabilità ancor più grande per i lettori e commentatori che vi frequentano) è proprio il vostro anonimato.
Voi non avete scelto di scrivere sotto pseudonimi su una specifica testata (come, p.es., ho fatto io, in cui i redattori conoscono il mio nome e possono scegliere se pubblicare o no, ciò li rende corresponsabili di quanto scrivo). In tal caso, la testata avrebbe fatto da scudo a voi garantendo il vostro anonimato; al tempo stesso, essa avrebbe rappresentato anche una garanzia nei confronti dei lettori e dei commentatori. Avreste potuto anche chiedere ospitalità su un sito personale di un giornalista noto, il quale avrebbe attuato la medesima funzione di garanzia. Insomma, una faccia ci deve essere da poter guardare e che risponda di quanto vien scritto: essa garantisce una certa credibilità e attutisce anche i colpi di eventuali errori che possono essere commessi (come fu la famosa lettera); ma soprattutto garantisce i lettori e i commentatori.
Voi, invece, avete deciso di editarvi da voi stessi in modo altrettanto anonimo di come scrivete. Tutto questo anonimato su anonimato non giova affatto a ciò che scrivete: lo svilisce e lo inficia gravemente. Tutta questa oscurità finisce con lo screditarvi e, infine, portare acqua al mulino di Omissis (come voi lo chiamate), che le vostre intenzioni dicono di voler contrastare e svelarne in anticipo i piani. Chi mi garantisce, infatti, che la vostra operazione non sia una sorta di trappola per carpire la fiducia di ignari lettori e per raccogliere informazioni sui commentatori? Chi mi garantisce, cioè, da quale parte state?
Voi forse ribatterete che non vi fidate. Ma se non vi fidate di nessuno, allora dovete accettarne le conseguenze: la società è un mondo il cui carburante è la fiducia; perciò di qualcuno ci si dovrà giocoforza fidare. Quando viene meno la fiducia tutto collassa. Finisce così che, come voi non vi fidate di nessuno, man mano, allo stesso modo di come ho fatto io, anche i lettori finiranno per perdere la fiducia in voi.
L’esortazione finale che vi faccio, nuda e cruda, è dunque questa: dàtevi una faccia, altrimenti finitela di fare le comari che spargono malelingue! Ciò non giova a nessuno, men che meno alla causa che dite di sostenere.
Cordialmente vostro,
Fraticello Nero


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4 commenti :

  1. Io li ho trovati ribloggati in sito spagnolo, so che sono almeno 3 e stanno nelle stanze di comando vaticane e non vogliono fare la fine di Müller, stando anche ad alcuni cenni di vaticanisti seri, sanno molte cose che non possono dire.....vediamo se aumentano i supporters, sennò finiranno in Uzbekistan a tosare pecore coll'aria che tira in hotel SM.

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    1. Probabilmente lei è uno di loro :D

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  2. Con decenza parlando, se sono dei chierici hanno davvero tutto da perdere nel rinunciare all'anonimato.

    Perciò il vero problema non è il non metterci la faccia e il nome, ma il pubblicare allusioni troppo difficili da verificare.

    In parole povere: o ci metti la faccia oppure pubblichi sufficienti dettagli da permettere ad altri di verificare ciò che annunci come "spifferi".

    L'episodio della lettera era certamente un'esca per identificare talpe nei corridoi dei sacri palazzi. Aver riaperto il blog significa che si illudono di averla fatta franca. Le omelie di Finan di Lindisfarne lasciano il tempo che trovano. Perciò è solo il Fra' Cristoforo a dover scegliere se metterci la faccia o pubblicare "spifferi" meno fumosi e più dettagliati.

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  3. Purtroppo o meno male, non lo sono, però non essendo un fan del pampero, può darsi che mi ci mandino pure a me......si sa mai.....:<

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