09 settembre 2017

La psicanalisi che demolisce la figura del Papa


di Francesco Filipazzi

Pochi giorni fa i media hanno rilanciato in pompa magna l'ennesima grande-e-rivoluzionaria-rivelazione legata all'attuale pontificato: "in gioventù Bergoglio è andato da una psicanalista". In primo luogo ho pensato (si scrivo in prima persona, ormai ho perso ogni stile) chissenefrega, poi sono stato colto da un flash e ho capito che si tratta dell'ennesimo tentativo di demolire la figura del Papa e l'istituzione del papato. Rimane da capire se siamo di fronte ad esperti di comunicazione che fanno uso di allucinogeni o se il tutto è frutto di un disegno lucido.

Detto ciò, facciamo parlare altri. Scrivono sull'Agi:
«Bergoglio, con il suo ultimo "outing", porta a compimento un processo per cui il papa smette di essere un'autorità da sedia gestatoria, lontana anni luce dalla normalità e dalla fragilità umana, e diviene una persona come le altre, un prete come gli altri benché con una particolare autorità spirituale».

Scrive Pigi Battista sul Corriere:
«Questa pretesa di esclusività esistenziale sulle questioni della vita e della psiche umana, come raccontano i film di Moretti e Sorrentino, è semplicemente venuta meno. E il ricorso a pratiche su cui la Chiesa ha esercitato da sempre la cultura del sospetto parla di un cattolicesimo, certamente più aperto agli influssi del mondo ma anche meno saldamente certo di sé».

La Chiesa senza certezze
Il giudizio come vedete è abbastanza comune e anzi probabilmente tutto era già preordinato. Il Papa è stato dallo psicanalista. E' un sacerdote che ha avuto dubbi e incertezze. Ha ancora dubbi e incertezze. La Chiesa non ha certezze. La Chiesa è un'istituzione come un'altra che non propone un messaggio universale. Accanto al messaggio della Chiesa è legittimo che un cattolico possa porre qualcosa d'altro. Può essere la psicanalisi, può essere un'altra religione.
Che incertezze può avere la Chiesa? Ma è ovvio. Quelle legate alle verità di fede, ai giudizi morali, all'etica.

Dopo il padre viene fatto fuori il Padre dei Padri
Il cattolico accorto sa che la lotta contro il Papato è il punto cardine della strategia del Nemico. "Tu sei Pietro e su questa pietra fonderò la mia Chiesa" disse Gesù e dunque la pietra va colpita, picconata e possibilmente rimossa, se si vuole far venire giù l'edificio che sorregge. In generale poi, per chi vuole instaurare una nuova religione mondiale serve demolire prima ogni tipo di autorità religiosa concorrente. Il progetto della demolizione di ogni gerarchia serve infatti ad allontanare l'uomo da Dio, che è il vertice. Fino ad oggi ci avevano provato, ma i predecessori erano rimasti un punto di riferimento morale che appunto non aveva incertezze. Oggi con la storia del Papa in psicanalisi si cerca di dare un colpo di grazia, e in parte ci si riesce. Demolita la figura del padre si passa a quella del Pater Patrum.

Ad Petri Sedem. Non allontanarsi da Roma
In questi tempi calamitosi, nei quali l’istituzione del Papato sembra essere messa in discussione dalla persona che la ricopre, è fortissimo il rischio di allontanarsi da Roma. Molti, quando si ricorda loro che, nonostante tutto e tutti, il centro fisico della nostra religione rimane il Vaticano, sede del Papa, hanno da ridire, scalpitano, vogliono scappare. Questo è un atteggiamento da perfetti imbecilli, tipicamente modernista, frutto di una mentalità che identifica la persona con la carica che ricopre. Non si tiene conto che proprio perché la Chiesa resta e gli uomini passano, possono anche venire vescovi e papi inadeguati e volutamente dannosi, ma il Corpo Mistico è in grado di sviluppare ogni tipo di anticorpo.

Alcuni amici insospettabili sono venuti a dirmi scandalizzati che un prete a Messa ha detto che il Papa rimane sempre la nostra guida. “O idioti - ho detto ai due - siamo cattolici, mica protestanti”. Sarebbe servito don Augusto per riempirli di schiaffi. Questo passaggio, che la fedeltà al Papa non è a targhe alterne, purtroppo molti non lo comprendono, anche fra giornalisti blasonati che hanno fomentato la tesi dell’invalidità dell’elezione di Bergoglio. La critica all’attuale andazzo della Chiesa non è infatti una delegittimazione dell’istituzione, ma anzi una volontà di restaurarla, di dilavarla dagli errori. Una risposta alle delegittimazioni gravi portate dai progressisti.
Diceva un prete amico “non vorrei che qui ci si allontanasse da Roma, il satanasso le prova tutte” ed è assolutamente vero. Questa della psicanalisi è un'altra bella pensata per delegittimare la figura del Papa, come abbiamo dimostrato. Ma non ci avranno. Non ci allontaneremo dalla Roma Eterna.


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2 commenti :

  1. C'è un'aspetto della notizia riguardante l'esperimento psicoanalitico di Bergoglio che colpisce, anche se non è un aspetto che balza agli occhi con immediatezza. Ricorda Filipazzi nel suo articolo che la notizia, come altre dello stesso genere, tendono (nella migliore delle ipotesi) a rendere la figura di un papa meno rigida, autoritaria. Insomma, più umana. Mi domando: ma perchè tutta questa insistenza, e morbosità, sull'umanità di un papa? Di questi tempi, credo, nessuno dubita che anche i papi siano essere umani con pregi e difetti. E allora dove stà la notizia vera? Si ha l'impressione che vi sia una strategia che mira prima a far credere che vi siano dei gonzi in giro che dubitano che un papa sia fatto di carne ed ossa, per poi rimarcare e ricamare in lungo e in largo sulla "scoperta" della sua umanità. A dir poco una falsa scoperta, cioè la scoperta dell'acqua calda. Allora che senso il clamore sui lati umani dei pontefici? Da un lato, forse, abbiamo il solito meccanismo: curiosità anche morbosa per qualunque personaggio noto. I papi non sfuggono. Dall'altro, forse, abbiamo il desiderio diffuso di "desacralizzare" e "demistificare" tutto e tutti. In questo senso forse si spinge sulla falsa scoperta dell'umanità/fragilità di un pontefice solo perchè non si riesce a scalfire altrimenti la sacralità della missione. Forse il vero obiettivo è proprio la distruzione totale di ogni senso della sacralità della missione papale.

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  2. Abbiamo la scappatoia: un Papa, ancora, c'è.

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