11 settembre 2017

Le magie di padre Maggi (e oplà)


Allora il Signore disse a Mosè:
«Fino a quando rifiuterete di osservare 
i miei comandamenti e le mie leggi?» (Es 16,28) 

di Matteo Donadoni

Volevo fare un pezzo sul magico catechismo secondo Maggi, ma è talmente incasinato che fatico a raccapezzarmi fra le citazioni in greco e ciò che resta di un frullato del povero san Girolamo, ridotto a scribacchino frettoloso e incompetente. Bisognerebbe chiedere aiuto a qualcuno di veramente intelligente e preparato, tipo il professor Seifert - pare abbia del tempo libero.
Per chi non lo conosce, sappia che esiste un uomo che, con il pretesto del metodo scientifico, con la Parola di Dio sa fare vere e proprie magie. Ma che dico magie? Giocolerie. Padre Alberto Maggi dei Servi di Maria, estremista kasperita, ha messo in piedi un vero e proprio Centro di Giocoleria Biblica con i controstoricocritici, altresì noto come “Centro Studi Biblici - G. Vannucci” (fu amico del Turoldo “Spaccarosari”). Un carrozzone definito sul profilo twitter: “Centro per lo studio scientifico della Sacra Scrittura e per la sua divulgazione a livello popolare”. Certamente è un tendone originale, come si apprende rigorosamente dal sito: «L'originalità del Centro Studi Biblici è che lo studio, rigorosamente scientifico, del testo biblico viene poi comunicato con un linguaggio accessibile a tutti. Questo orientamento è stato voluto per cercare di colmare il divario esistente tra il grande fermento nel campo degli studi biblici e la scarsa divulgazione degli stessi a livello popolare». Varrebbe forse la pena di chiedersi perché questo divario. Forse perché certi “fermenti” magari non sono propriamente lievito e la pasta è seccata nel 1968, e tanti cattolici non provano godimenti psicolibidinali nel vedere preti presentarsi con una polo sbiadita al posto della talare? Ma questa è una mia riflessione poco scientifica.
Il gioco, invece, è scientificamente talmente ben orchestrato da mandare in confusione chiunque, tanto che è difficile capire fino in fondo quanto questi divulgatori popolari “ci siano” e quanto “ci facciano”.
Tuttavia qualche cosa la riesco a dedurre anche io. Ovviamente non sono preparato per contestare un’equipe di scienziati, ma dato che i seguaci di padre Maggi, come testimoni di Geova, mi portano notiziari parrocchiali in casa senza che li richieda, né che li paghi. E, dato che viviamo in una società che vieta l’odio e impone l’amore (nelle definizioni stabilite dai potenti), l’odio diventa un atto di libertà, perciò mi sento in dovere di esser libero.
Per esempio leggo sul notiziario della mia povera parrocchia apostata una riflessione tratta dalla per la verità immensa opera dell’illustre studioso:

«La sapienza biblica ha individuato nell’ingordigia, la bramosia di possedere, l’origine e la causa di ogni ingiustizia e di ogni male. Alla base di ogni inganno, di ogni ruberia, di ogni sopruso e violenza, di ogni tragedia e di ogni lutto, c’è sempre e soltanto il demone della cupidigia». E già l’incipit pone problemi a chiunque abbia letto non dico san Tommaso, non dico la Bibbia, non dico il libro della Genesi, ma almeno l’inizio del libro della Genesi, che il Maggi, da studioso coscienzioso sembra aver letto, tanto che prosegue: «Già nei libri dell’Antico Testamento si manifesta l’avversione del Dio di Israele verso la cupidigia che deturpa l’essere umano e la stessa creazione. L’uomo, che il creatore ha voluto come sua immagine (Gen 1,27), abbandonandosi a ogni bramosia, ha sfigurato se stesso. Chiamato ad essere il custode del giardino di Eden (Gen 2,16), lo ha devastato a causa della sua avidità, trasformando quel che doveva essere un giardino in un cimitero (“Quel luogo fu chiamato Kibrot Taavà (sepolcri d’ingordigia); perché là seppellirono il popolo che si era abbandonato all’ingordigia”, Nm 11,34)».

Questo è un paragrafo che definirei più che acroamatico, acrobatico. Ora, a parte che il libro del Siracide 2,24 dice «Ma la morte è entrata nel mondo per invidia del diavolo » - e capisco che la sapienza possa non essere abbastanza colorita per lo show - la citazione di Numeri è, per esser gentili, totalmente fuori contesto, e in ogni caso non ci azzecca un fico col giardino dell’Eden, ma, soprattutto, proprio il Genesi non dice affatto quello che sostiene “il Rigoroso”:

«Il serpente era il più astuto di tutti gli animali dei campi che Dio il Signore aveva fatti. Esso disse alla donna: “Come! Dio vi ha detto di non mangiare da nessun albero del giardino?” La donna rispose al serpente: “Del frutto degli alberi del giardino ne possiamo mangiare;  ma del frutto dell'albero che è in mezzo al giardino Dio ha detto: "Non ne mangiate e non lo toccate, altrimenti morirete".  Il serpente disse alla donna: “No, non morirete affatto; ma Dio sa che nel giorno che ne mangerete, i vostri occhi si apriranno e sarete come Dio, avendo la conoscenza del bene e del male”. La donna osservò che l'albero era buono per nutrirsi, che era bello da vedere e che l'albero era desiderabile per acquistare conoscenza; prese del frutto, ne mangiò e ne diede anche a suo marito, che era con lei, ed egli ne mangiò» (Genesi 3 1,6).

Dunque non è una questione di economia distributiva e di ingiustizie sociali, ma di peccati di superbia contro Dio e la sua Legge, proprio quella Legge che certi biblisti vorrebbero abolire. Ma niente, lo scienziato acrobata è in trans agonistica da prestazione e continua: «Mentre i rabbini distinguevano tra la mammona menzognera e quella verace, per Gesù la ricchezza è sempre disonesta, acquisita in maniera ingiusta». Incurante del fatto che questa affermazione non sia vera poi il divulgatore continua: «È significativo a questo riguardo che Gesù, rispondendo al ricco che gli chiedeva quali comandamenti osservare per ottenere la vita eterna, omette i primi tre, gli obblighi verso Dio, che erano i più importanti, ed esclusivi di Israele, e gli elenca cinque comandamenti che sono validi per ogni uomo, ebreo o pagano, credente o no, e che riguardano basilari atteggiamenti di giustizia nei confronti del prossimo (“non uccidere, non rubare, non testimoniare il falso, onora tuo padre e tua madre” Mc 10, 25). Ma tra i cinque comandamenti elencati, Gesù, con abile mossa, inserisce anche “Non frodare”, richiamandosi a un precetto contenuto nel libro del Deuteronomio […] Gesù è esplicito: il suo interlocutore è ricco e, se è ricco, certamente alla base delle sue ricchezze c’è stato l’inganno, la frode a scapito dei poveri».
No, caro Maggi, l’abile mossa l’ha fatta lei.
Capo primo: i comandamenti sono ancora validi, compresi i primi tre, dati per acquisiti, quindi non dica “erano” (“omette” ed “elenca” pres. stridono con “erano” imp.), perché nessuno li ha modificati (a cominciare da Gesù), né lo può fare lei. In secondo luogo, è difficile per un ricco entrare nel regno dei Cieli perché la sua ricchezza gli è ostacolo, zavorra, non perché la ricchezza sia sempre acquisita in maniera colpevole, peccaminosa, il testo non dice così. Perciò padre Maggi è uno scienziato mentitore, perché conosce il testo e lo manovra. Ama la menzogna, infatti, altrove in un video dice: “Per amore della dottrina e della verità si nuoce all’uomo”, facendo passare i cattolici per Farisei e dei più biechi. Ma la Verità è Gesù. E il primo e più importante comandamento è «Tu amerai dunque il Signore, il tuo Dio, con tutto il cuore, con tutta l'anima tua e con tutte le tue forze» (Deuteronomio 6,5 et al.), confermato da Cristo: «Il primo è: "Ascolta, Israele: Il Signore, nostro Dio, è l'unico Signore.  Ama dunque il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta l'anima tua, con tutta la mente tua, e con tutta la forza tua"» (Mc 12, 29-30). Chi ama la Verità non può nuocere. Nuoce se tradisce questa Verità.
Inoltre a me, forse perché non sono un alternativo, parrebbe chiaro che nel passo in questione Gesù stia parlando in primis dei sacerdoti, che, chiamati, devono lasciare tutto, madre e padre (e non portarseli dietro in canonica) ed essere poveri. Come dovrebbero essere ad esempio quelli che stanno a fare video contro i ricchi su youtube vestendo Lacoste, per giunta per condannare molto poco misericordiosamente, dimenticandosi di dire come si conclude il brano: «Ma Gesù, guardandoli, disse: “Impossibile presso gli uomini, ma non presso Dio! Perché tutto è possibile presso Dio”». A parte che, se uno ruba, ruba, e potrebbe anche rubare a un altro più ricco di lui e sarebbe comunque rubare, ma potrebbe anche darsi che, a conti fatti, un ricco passi per la cruna di un ago e un povero no. Ad ogni buon conto, non sta a noi fare i conti in tasca alle anime, ma la buon Dio, che non è un ragioniere.

Perché il Maggi scrive così? Cui prodest? Non datur.

Il fatto è che il Rigoroso è un illusionista, il cui metodo è fare un discorso ibrido: mescolare una cosa talmente vera da essere quasi autoevidente, con una non vera, o perché interpretata in modo viziato o addirittura inventata di sana pianta. Poi, a seconda della convenienza ermeneutica, imbastire un ragionamento, che magari fila dal punto di vista logico, per confermare o distruggere il postulato assunto arbitrariamente all’inizio della riflessione. Ora, posso sempre sbagliarmi, ma dal poco che ho letto, mi pare di aver capito che questa sia proprio una tecnica esegetica impostata scientificamente. Non si tratta nemmeno di sofismi, si tratta di vere e proprie Vangelolalìe, chiacchiere sulla Parola di Dio.

Certamente svestendo i panni dello scienziato, il Maggi presenta non poche stravaganze, fino a rasentare il delirio mitopoietico. Ad esempio viene presentato Gesù come il distruttore della religione ebraica in primo luogo, ma, alle estreme conseguenze, di ogni tipo di religione intesa come culto, e fondatore di una nuova religione, ex novo, orizzontale, come se Dio Padre non esistesse e non fosse mai esistito. Tutto quanto riguarda, o anche solo ricorda, la religione degli Israeliti, tutto ciò che è connesso al culto dovuto a Dio è inteso come vecchio, perciò va cancellato. Il Centro interpreta le parole del Salvatore “vino nuovo in otri nuovi” in senso totalizzante e non come compimento, non deve infatti più esserci nessun collegamento con la religione ebraica, che tra l’altro sarebbe una gigantesca truffa ai danni del popolo, organizzata da quel poco di buono di Mosè.
Il discorso in effetti ha un suo senso: divinità nuova - religione nuova. Matematico. Peccato che così si finisca per non capire più l’Antico Testamento (che non è Parola di Dio, ma ne conterrebbe il succo), né, di conseguenza, il Nuovo. Gesù, invece, compie l’antica Alleanza nella nuova: non servono più sacrifici rituali non perché “Dio non sa cosa farsene dei sacrifici”, ma perché Egli stesso ora è il Sacrificio perenne e il rituale è la Messa.
Ma padre Maggi - che non chiamerò fratello, come vorrebbe, perché, amando io la verità, non ritengo di avere per padre il diavolo -, ha in serbo altri curiosi numeri: ad esempio non esisterebbero i demoni, niente inferno, e il diavolo, che il Maggi chiama “il satana”, non sarebbe altro che l’immagine del potere, nella fattispecie quello religioso. Guarda caso, la Chiesa stessa è vista come un male, il peggiore. Oppure l’avversione per i santuari: Dio non agisce nei santuari, dove non è bene recarsi, ma agisce nel cameriere che porta il caffè al bar, vero santuario dove risplende la gloria di Dio. Il garzone è il nuovo sacerdote della nuova religione senza dogmi né leggi, né sacramenti. Porta il caffè. Come se fosse sufficiente esser garzoni per esser cattolici. Altra fissa è la clownificazione dei Santi Apostoli, presentati come stupidoni o personaggi in malafede, quasi non si volessero accettare le scelte di Gesù, in un senso sommesso di tacita autoconsapevolezza che, insomma, si sarebbero potute fare scelte migliori.
Insomma, per duemila anni hanno sbagliato tutti, santi e peccatori, fino alla scoperta della pietra filosofale del CVII, che ha reso luccicante ciò che prima era opaco.

In futuro presenteremo altre curiosità, per ora chi ha il fegato in ordine può provare a scoprire da sé qualcuno di questi numeri. Ma faccia attenzione, chissà che con un po’ di questa magia non ne esca sbalordito, o peggio, persuaso di essere nel paese dei balocchi.


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2 commenti :

  1. Evidentemente lo stupidario si arricchisce sempre di cose nuove,. cosa non si fa pur di piacere al padrone, purtroppo anche i preti normali sparano idiozie che non stanno né in cielo né in terra. Un accenno alla morìa di cardinali, Papa Benedetto è sempre più solo, auspico che altri cardinali prendano il loro posto e serrino le file, la battaglia è appena iniziata e sarà tremenda, che Dio ci protegga e mantenga il Papa, quello vero. Ottimi interventi, grazie come sempre.

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  2. L'ignoranza del clero odierno è sconcertante, quasi ovunque un analfabetismo di ritorno malamente coperto da esili mani di smalto quali la fantaesegesi qui ben esemplificata.

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