20 settembre 2017

Summorum Pontificum. Fra musica e liturgia, è nato un nuovo Movimento Liturgico?

di Francesco Filipazzi
Il 16 settembre è stata celebrata, nella Basilica di San Pietro, la messa pontificale con la quale si è voluto rendere onore al decennale del Motu Proprio Summorum Pontificum, promulgato da Benedetto XVI, riguardante la celebrazione della Messa secondo il Messale di san Pio V.
Questa celebrazione è stata per molti versi storica, per la partecipazione e per l'occasione, ma anche per l'aspetto musicale. Per la prima volta dopo 60 anni, una celebrazione secondo il Messale di San Pio V è stata accompagnata da musica liturgica composta ex novo. Il Maestro Aurelio Porfiri, partendo anche dalla Missa De Angelis, ha composto infatti una nuova raccolta di canti liturgici. Siamo di fronte ad un salto di qualità vero e proprio, alla presa d'atto che la forma tridentina è pienamente viva e che attorno ad essa va anche prodotta musica nuova, legata alla tradizione di sempre. Porfiri ha in questo modo dimostrato che si può comporre nuovamente musica liturgica per coro e organo e che per essere contemporanei non è necessario (anzi) imbarcarsi con chitarre e tamburelli.

L'utilizzo della De Angelis è significativo e indica una volontà di rimanere nel solco già tracciato dai grandi del passato. Si tratta infatti di una serie di componimenti contenuti nel Kyriale Romanum, precisamente la raccolta VIII. La particolarità è che i brani della Messa De Angelis sono stati composti in periodi diversi, dal XII al XVI secolo e successivamente raccolti insieme, prendendo atto del loro utilizzo diffuso. Siamo dunque di fronte ad un'attuazione delle idee che lo stesso Porfiri ha delineato tempo fa su queste pagine. "Quelli che vogliono vivere il presente nella Tradizione sono i saggi. La Tradizione non è alle nostre spalle, ma davanti a noi. Questo credo sia un discrimine importante per poter giudicare un sano tradizionalismo dal tradizionalismo "impotente", quel tradizionalismo che si riunchiude in un immaginato passato e quindi senza presente e futuro".

Negli ultimi dieci anni è passata molta acqua sotto i ponti e va riconosciuto che a seguito di quel gesto papale, per certi versi dirompente, ha preso forma un vero e proprio moto popolare, che ha portato alla ri-diffusione in tutto il mondo della Messa antica e l'avvicinamento alle forme tridentine di migliaia di persone. Siamo probabilmente di fronte all'inizio di una nuova stagione, la rinascita del componimento di musica liturgica tradizionale. Superato ogni passatismo che soffoca la Tradizione stessa, il futuro ci dirà se il 16 settembre 2017 sia nato il Movimento Liturgico del Terzo Millennio.


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1 commento :

  1. Mi fa piacere che qualcuno mi superi in enfasi: ne do' atto all'ottimo Dott. Filipazzi. Non è esattamente vero che "Per la prima volta dopo 60 anni, una celebrazione secondo il Messale di San Pio V è stata accompagnata da musica liturgica composta ex novo" però, in linea di principio, sostengo con tutto il mio barocco stile questa inesatta affermazione anche se tengo bene a mente "ad perpetuam rei memoriam" i Compositori che dal 2007 hanno accompagnato con musica liturgica appositamente scritta per l'occasione le celebrazioni eucaristiche secondo l'antico rito romano.
    Mi piace invece l'auspicio "Siamo probabilmente di fronte all'inizio di una nuova stagione, la rinascita del componimento di musica liturgica tradizionale. Superato ogni passatismo..."
    Dedichiamo questo condiviso sogno a tutti coloro, maestri, organisti e cantori, che con immani sacrifici si dedicano con umiltà e dedizione assoluta all'ideale della musica sacra perchè non abbia ad esalare l'ultimo respiro sotto le assordanti schitarrate che stanno profanando il Santo Tempio di Dio.
    Ritornate più spesso sull'argomento della musica sacra.
    Grazie e buona battaglia!

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