09 settembre 2017

Un Occidente sempre più sessuomane e sterile


di Alfredo Incollingo

L'Occidente è gaudente e sessualmente disinibito. Non c'è cosa che, eroticamente parlando, non stuzzichi le fantasie degli occidentali, sempre pronti a nuove sperimentazioni nelle camere da letto. Questa grande confidenza con il sesso non si traduce con una maggiore fertilità degli europei, che anzi sono sempre più sterili. Il demografo Roberto Volpi non ha mai esitato a denunciare questo stato di cose sulle pagine de “Il Foglio” e in un agile e ben documentato saggio della Lindau, “Il sesso spuntato: il crepuscolo della riproduzione sessuale in Occidente” (2012). Oggi, paradossalmente, chi denuncia il calo demografico in Europa, era lo stesso che anni addietro celava questo dato negativo. Un aumento dei rapporti sessuali, liberi e occasionali, non equivale ad una maggiore riproduzione. Il sesso ormai è un puro esercizio di piacere, depotenziato, “spuntato” ed egoista. La rivoluzione sessuale sessantottina ha aperto nuove frontiere all'erotismo. E' più facile “farlo”, in forme e in modi sempre differenti. La diffusione della contraccezione, dell'ideologia del godimento, della pornografia e della “liquidità” dei rapporti familiari ha castrato il sesso, annichilendo le sue finalità riproduttive. Anche all'interno delle famiglie i coniugi hanno notevolmente diminuito la propria fertilità. Il relativismo familiare ha diffuso in Occidente nuove dimensioni dei rapporti, dove la generazione viene messa in secondo piano rispetto ad altre priorità (lavoro, benessere...). Roberto Volpi ci aiuta a comprendere le cause e le conseguenze del crepuscolo della riproduzione sessuale in Occidente, un tema che ancora oggi è tabù. Nonostante i giornali progressisti se ne siano accorti, tuttora si continua a negarlo.

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