19 settembre 2017

Una vita selvatica: manuale per sopravvivere alla modernità


di Alfredo Incollingo

E' veramente arduo vivere nella modernità: lo stress, l'inquinamento e l'isteria di massa rendono le nostre città e le nostre nazioni una giungla oscura e terribile. Claudio Risé è convinto della profonda decadenza e da anni si batte per un ritorno alla natura, che non è il solito invito all'ecologismo radicale e all'animalismo più settario. Lo psicologo ci invita a ritrovare la nostra naturalità, che non vuol dire soddisfare i nostri più bassi istinti: l'uomo ha in sé una scintilla divina che lo proietta verso l'Alto. Non può far a meno di Dio. La società moderna lo ha inibito alla spiritualità e gli concede di soddisfare momentaneamente la sua ansia divina con religioni effimere e del tutto false. Paradossalmente lo ha schiavizzato, promettendogli una maggiore libertà. Le merci, la squalifica etica dell'uomo e il materialismo assoluto lo hanno reso un automa. Francesco Borgonovo affronta questo spinoso argomento nel libro – intervista “Vita selvatica: manuale di sopravvivenza alla modernità” (Lindau, 2017), un interessante e pregevole colloquio con Claudio Risé. Come rappresentare la nostra realtà? Usando l'immagine nebbiosa e funesta di Londra, descritta ne “La terra desolata” del poeta inglese T.S. Eliot. L'esistenza è ovattata e l'essenza delle cose e della vita è avvolta in una nebbia fitta: noi ci muoviamo tra le coltri alla ricerca disperata di un significato a tutto ciò. Esiste un senso, c'è una verità e una via per uscire da questa desolazione. E' Cristo, afferma Risé, un ritorno a Dio, all'Eternità, che è una delle massime ispirazioni dell'uomo. L'amore, l'amicizia, il sesso, il denaro e tutti i beni e i valori sono trasmutati dalle nebbie del materialismo e del nichilismo. C'è e ci sarà sempre un raggio di Sole che penetrerà tra la nebbia e ci illuminerà la nostra strada. Per ritrovare se stessi è necessario cercare la natura, metafisica e, perché no, reale, come gli antichi monaci o gli eremiti che si allontanavano dalla mondanità alla ricerca di Dio. Risé e Borgonovo ci raccontano un mondo in piena crisi, come è evidente da decenni, ma anche una soluzione ai nostri mali: uscire dalla gabbia di cemento e di merce in cui viviamo e trovare la natura, recuperando la nostra vocazione all'Eterno.


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