03 settembre 2017

Viaggio sentimentale e devozionale a Roma: San Bartolomeo e l'isola (Parte LVIII)


di Alfredo Incollingo

Nel “Vangelo secondo Giovanni” l'evangelista narra che San Bartolomeo era amico di Filippo, che fu il primo a parlargli di Gesù: “ Abbiamo trovato colui del quale hanno scritto Mosè nella Legge e i Profeti, Gesù, figlio di Giuseppe e di Maria.” Ma Barlomeo scettico gli rispose: “Da Nazaret può mai venire qualcosa di buono?” Su insistenza dell'amico il santo apostolo incontrò Gesù e basto la sola vista per fargli cambiare idea. Cristo gli disse: “Ecco davvero un Israelita in cui non c'è falsità». Bartolomeo stupito gli chiese come sapesse il suo nome e Lui rispose: “Prima che Filippo ti chiamasse, io ti ho visto quando eri sotto il fico.” L'apostolo ammise: “Rabbi, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d'Israele!”
Secondo la tradizione dopo la “Passione” Bartolomeo si recò a predicare il Vangelo in Medio Oriente, nell'area mesopotamica, spingendosi fino all'India, dove venne martirizzato. Nel 1000 l'imperatore Ottone III di Sassonia edificò sull'Isola Tiberina, a Roma, San Bartolomeo all'Isola per custodire le reliquie del santo apostolo. Oggi la chiesa è un luogo di culto dedicato ai martiri del XX secolo, dal vescovo Oscar Romero al cardinale Juan Ocampo. La persecuzioni non sono finite e ancora oggi migliaia di cristiani hanno trovato la morte in odio alla fede. Dimenticare sarebbe gravissimo.
Il viaggio continua.




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