10 settembre 2017

Viaggio sentimentale e devozionale a Roma: la casta Agnese (Parte LIX)

di Alfredo Incollingo

La giovane Agnese aveva fatto voto di castità a Gesù. Aveva deciso di consacrare la propria vita al Signore, rifiutando laute proposte di matrimonio e avance di giovani amanti. Agnese era bella e graziosa e anche i rampolli delle nobili famiglie romane erano tentati di possederla. Il figlio del Prefetto di Roma aveva più volte provato a corteggiarla, ma Agnese rifiutò sempre le sue dolci parole e i suoi modi cortesi. Alla fine fu costretta a rivelare il suo voto di castità, senza specificare a quale dio lo avesse fatto. Il Prefetto, credendo che si fosse votata a qualche idolo pagano, le impose di divenire una Vestale, potendo così officiare il culto della dea Vesta. Agnese respinse la richiesta del nobiluomo e venne per questo rinchiusa in un postribolo, in modo tale che rompesse il suo voto di castità. Nessun cliente del lupanare osava toccarla e, anche quando venne condannata al rogo per stregoneria (in realtà perché cristiana), le fiamme non la ferirono. Di fronte a queste atti miracolosi i suoi carnefici optarono per la decapitazione. Le spoglie di Agnese furono poi sepolte nelle catacombe romane che presero il suo nome. Oggi, nel ricco quartiere Trieste, sorge la basilica a pianta rotonda di Sant'Agnese fuori le Mura dedicata alla giovane martire. E' di origine paleocristiana, costruita durante il principato di Costantino, ma nel medioevo venne totalmente ristrutturata. Nel XVII secolo la febbre barocca toccò anche Sant'Agnese fuori le Mura, rendendo la basilica una delle più graziose di Roma. Le spoglie della santa furono collocate successivamente all'interno dell'edificio per soddisfare la devozione popolare.
Il viaggio continua.


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