27 ottobre 2017

Crolla il mito del preservativo. Le profezie della Humanae Vitae


di Francesco Filipazzi

La cronaca di questa settimana ci ha consegnato uno scenario degradante. Sembra che ci sia in corso un'epidemia senza precedenti di Aids, epatiti e malattie veneree, tanto da costituire un allarme sanitario. Negli ultimi diciassette anni la sifilide è aumentata del 400%. Una malattia come il "linfogranuloma da Chlamidya", in passato rara, oggi si è diffusa in maniera preoccupante.
Che dire? Nessuno a livello mediatico osa individuare nella promiscuità sessuale, che la società ha sposato come stile di vita, la causa primaria di questo allarme e, soprattutto, nessuno osa anche pensare che forse la "cultura del preservativo" è fallita miseramente.
Com'è possibile infatti coniugare i propagandati effetti salvifici del preservativo con l'aumento esponenziale delle patologie legate alla sfera sessuale? Se davvero questo viscido strumento fosse la soluzione a questi mali, data la facilità di procurarsene in grandi quantità (lo vendono in tutte le farmacie, supermercati, autogrill, nei distributori automatici sparsi ovunque ecc), dovremmo aver sconfitto tutte le malattie.
In realtà è vero il contrario. La disponibilità enorme di preservativi è invece la causa diretta e logica dell'esplosione di queste malattie.
In primo luogo, va ricordato che non è vero che il profilattico protegge dalle malattie. Protegge magari da quelle trasmissibili solo dal contatto degli organi sessuali, ma come ben sappiamo, il preservativo è uno strumento facile alle lesioni e alle rotture. La comunità scientifica da anni ha dovuto ammettere che fare sesso con il pene ricoperto di lattice non fornisce piena protezione.

"E' vero - si spiegava in un convegno del 2010 - che lo strumento tecnicamente protegge al 100% dalla trasmissione ad esempio dell'Hiv. Ma poi vanno considerate le microlesioni del preservativo di cui nemmeno ci si accorge, il suo uso improprio, oltre al fatto che ci sono malattie trasmesse per via sessuale dalle quali il condom non protegge, come l'herpes o la tinea". Quindi, detto in soldoni, il preservativo è una truffa bella e buona.
Proseguendo apprendiamo che "se il preservativo riduce il rischio di dieci volte, dando una protezione attorno al '90%, bisogna chiarire però che se contemporaneamente si aumentano i comportamenti sessuali promiscui in realtà alla fine si corre sempre lo stesso rischio di contrarre malattie per via sessuale".
E qui casca l'asino, perché il preservativo è il motore principale della promiscuità, un oggetto che diseduca alla sessualità e induce a non essere più in grado di praticare la continenza, che è parte della virtù cardinale della temperanza. Indossando il cappuccio si pensa di prevenire ogni conseguenza, evitare malattie e gravidanze, sentendosi liberi di cambiare partner frequentemente, anche più volte in una serata, senza neanche sapere con chi si hanno rapporti sessuali. Senza contare che a questa promiscuità incappucciata, si aggiunge quella non incappucciata. Gli effetti quindi si sommano e possiamo ben capire come in diciassette anni la sifilide sia potuta aumentare del 400%.

Il preservativo insomma, oltre ad indurre all'immoralità e alla promiscuità, non assolve neanche il suo compito primario. Le migliaia di ore passato ogni anno a ricoprire banane e falli finti, durante le ore di "educazione sessuale" previste dai programmi scolastici, sono inutili e dannose.
Sembra che la civiltà occidentale, con questa storia del sesso libero, oltre ad aver introdotto come corollario la strage dell'aborto, abbia intrapreso un tunnel autodistruttivo anche dal punto di vista medico sanitario. Soprassediamo sulle riprovevoli attività "non ordinarie" che coinvolgono parti del corpo non progettate per svolgere attività sessuali, poiché è abbastanza chiaro che codeste attività siano veicolo di contagio privilegiato. Già negli anni '90 era scattato l'allarme.

Utilizzo tipico/1 dei preservativi in Africa

E qui, oltre al danno di ritrovarci in una società sifilitica, noi cattolici ci becchiamo anche la beffa. Nel momento in cui tutta questa costruzione sessual-faustiana sta crollando, ci ritroviamo un Papa e una gerarchia che vogliono buttare al vento l'Humanae Vitae, che è stata una vera e propria profezia riguardo queste tematiche. E' imbarazzante come i cattolici progressisti, fermi con i loro cervelli agli anni '70, non capiscano che oggi la Chiesa di Roma potrebbe ergersi sulle rovine dell'umanità decadente. Forse perché loro sono parte di questa decadenza.

Preservativo e Africa
Utilizzo tipico/2 dei preservativi in Africa
Un altro tema si cui sembra interessante parlare è la questione del preservativo in Africa. Secondo molti mentecatti, per sconfiggere l'Aids in Africa si dovrebbero distribuire in massa preservativi alle masse. Posto che mediamente l'utilizzo degli stessi è ben esemplificato dalle due immagini che vi proponiamo, cioè vengono gonfiati come palloncini o usati per creare vestiti naif, è ovvio che all'Africa non si può proporre ciò che in Europa e Stati Uniti si presenta come totalmente fallimentare. Anche in questo caso, il tanto vituperato Giovanni Paolo II deve essere invece indicato ad esempio: l'unico modo per sconfiggere le malattie sessualmente trasmissibili rimane la monogamia e al di fuori di essa va per forza praticata la continenza, ovvero, temperanza. A questo riguardo, il messaggio del cristianesimo è l'unico che può educare i popoli a non assumere comportamenti che, essendo al di fuori della legge naturale, non possono che portare all'autodistruzione.


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2 commenti :

  1. Gli è che non lo usano affatto, la rete è piena di foto da cell. di gente che si accoppia peggio degli animali, in ogni luogo, in tutte le parti del mondo, alla luce del giorno e sotto gli occhi di tutti, compresi gli improvvisati reporter, e pensare che quando BXVI disse che il condom non era il rimedio giusto per combattere l'HIV, fu massacrato e gli intelligo UE/E lanciarono in Africa migliaia di condom dagli aerei........ma mi faccia il piacere,ohibò, diceva il grande Totò.

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  2. Ottimo articolo. Solo un appunto: il preservativo non è "tecnicamente "sicuro al 100 percento. In realtà il lattice del condom ha dei microfori che collegano l'interno con l'esterno; abbastanza grandi da far passare il virus dell'aids

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