28 ottobre 2017

Il cambio di sesso (apparente) non ti renderà felice

OVVERO: La Regione Lazio ha ospitato un imbarazzante convegno pseudoscientifico sul cambio di sesso.

di Maria Chiara Prete

Nella sede della Regione Lazio si è svolto un convegno sul gender. A parlare c’era Polly Carmichael, la quale, nella sua clinica di Londra, somministra ormoni nei bambini per inibire loro lo sviluppo sessuale. Polly è figlia di quelle assurde concezioni secondo cui siamo noi, in base alla nostra percezione, a dover decidere a quale genere appartenere. Il dato oggettivo e lampante dell’anatomia, del DNA, della psicologia per lei è un dato irrilevante. Quindi se un ragazzo si sente femmina deve poter cambiare sesso e a partire dalla pubertà vengono iniettati ormoni che impediscono lo sviluppo sessuale. Una cosa dell’altro mondo che rischia di avere conseguenze gravi e irrimediabili ai danni dei bambini a livello fisico. Ma al di là di questo, è preoccupante il concetto che ne sta alla base. Siamo d’accordo tutti che se una persona non si sente bene nel proprio corpo, soffra e provi confusione, dolore, angoscia. Il fatto di essere confusi sul proprio io è una delle cose più dolorose che possa verificarsi perché riguarda la propria persona, la propria identità. Siamo tutti d’accordo che è un problema. Sfido chiunque a dire che non lo sia. Sfido qualsiasi persona a dire di aver provato felicità nel sentire che dentro al suo corpo non ci stava bene.

Quindi abbiamo un problema e i problemi devono essere risolti. Ma come? In due modi che vanno a braccetto. Nello spiegare questo voglio rivolgermi a una di quelle persone che soffrono questa condizione, ad esempio una ragazza che “sente di essere maschio”.

Il primo modo è quello di farti credere che tu non soffri e che è una cosa come un’altra sentirsi inadeguati nel proprio corpo. Vogliono far credere che è normale perché, in fin dei conti, tutti nasciamo neutri. Ti dicono questo per evitare il problema e per offrirti una scorciatoia tanto ideologica quanto terribile. Il secondo modo è proprio questa scorciatoia: ti dicono di cambiare sesso così, tagliando la testa al toro, starai apposto. Assecondano il tuo disagio mascherato da “desiderio”. Non c’è cosa più sbagliata, soprattutto perché si tratta di un percorso che porta a un punto di non ritorno. Voglio dirti una cosa molto semplice: chi ti asseconda non ti vuole bene. Chi ti offre questa falsa soluzione ti sta danneggiando per scopi ideologici e per fare meno fatica con te. Mi spiego meglio.
Con “scopi ideologici” intendo dire che se tu sei oggettivamente femmina, per loro non è vero che lo sei a prescindere. Vogliono portare avanti questo concetto che più volte nella storia è stato messo alla prova con esperimenti che sono stati smentiti, provocando effetti tragici (invito a leggere la storia di Bruce/Brenda/David Raimer). Vogliono legittimare una finta libertà del “corpo è mio e decido io” che non ti è d’aiuto, che non ti darà le risposte che cerchi.
Con “fare meno fatica con te” intendo dire che assecondare è la cosa più facile che ci sia. Si possono fare numerosissimi esempi. Come quando ti confidi ad un amico per qualsiasi problema e lui ti dà una pacca sulla spalla dicendo che stai facendo tutto giusto, quando in realtà stai sbagliando. Dire “hai ragione, continua così” è facile, evita di sporcarsi le mani, riduce la fatica. Invece un vero amico sta lì con te, ti dice la verità, ti aiuta dicendoti soprattutto quando sbagli. Personalmente ho avuto la fortuna di avere genitori e amici che con le buone e le cattive mi hanno detto dove sbagliavo. Se all’inizio non li sopportavo e li scansavo, dopo ho potuto verificare il grande amore che c’era nelle loro parole e che proprio loro mi hanno aiutata a crescere e ad affrontare veramente le cose. Quelli che mi davano la pacca sulla spalla in realtà volevano scaricarmi in maniera facile, volevano far finta di aiutarmi.

Ecco perché la questione dell’assecondare i desideri mi stona molto. Un desiderio non è giusto solo perché c’è. Bisogna vedere di cosa si tratta. Se desideri cambiare sesso poniti almeno un interrogativo: perché avverto questo disagio? Il punto è qui. Vai all’origine, capisci il motivo. Ognuno ha i suoi traumi e i suoi problemi nella vita. Tu hai questo: affrontalo, non lo evitare. Tu sei nata femmina perché un ovulo è stato fecondato da uno spermatozoo che conteneva un cromosoma di tipo X e ha formato te che potevi essere SOLO una femmina. Se arrivava prima uno  spermatozoo dell’altro tipo a fecondare l’ovulo magari nasceva un maschio, ma non eri tu! Tu sei una femmina, non potevi essere altrimenti. Non sentirti ingabbiata, sei perfetta e unica cosi. Anzi, ti invito a riscoprire la bellezza della tua identità. Adesso puoi stare qui a ragionare solo come tu puoi fare, con le peculiarità del cervello e della psicologia femminile che ti porti dentro. Vai all’origine del tuo problema. Non rifugiarti negli inganni che ti offrono. Non potrai diventare mai un maschio. In realtà non ti ci senti neanche ora. Sai perché? Perché tu non sai cosa vuol dire essere maschio. Non sai come pensa davvero un maschio, non sai come è dentro, non provi le reazioni fisiche dei maschi e neanche le puoi immaginare. Non puoi fare tutto ciò semplicemente perché non sei maschio, ma sei femmina. Un amico vero, fidati, ti aiuta ad affrontare questo percorso o per lo meno ti dice che è questa la via giusta per raggiungere veramente la felicità. Non scappare da te stessa, non rinnegarti. Riscopriti, scava nel passato, nelle tue paure e vedrai che, piano piano, una luce in fondo al tunnel si vedrà.

Fidati di chi ti parla così, di chi ti prende davvero a cuore. Non fidarti di chi, volendo fortificare una ideologia dannosa, ti distrugge.




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