21 ottobre 2017

Il dialogo con gli ortodossi passa dalla liturgia. Parola di Hilarion

La stima enorme che il mondo ortodosso ha tributato negli anni al teologo Ratzinger e al Papa Benedetto XVI è nota. In questi giorni il patriarca di Mosca, Hilarion, ha patrocinato personalmente la pubblicazione del volume Telogia della liturgia, volume imponente che in Italia è pubblicato come undicesimo volume dell'Opera Omnia, dall'Editrice Vaticana.
Per capire il senso di questa pubblicazione, è interessante la lettura della prefazione scritta da colui che è la principale autorità dell'ortodossia russa, che all'interno dell'ortodossia è il gruppo più numeroso.
I punti salienti dell'opera ratzingeriana, secondo Hilarion, sono due. Il primo è la difesa della dottrina della fede, dei valori cristiani e la loro riscoperta, in contrapposizione alla modernità. Il secondo è il grande impengo in ambito liturgico, terreno di comunanza questo con l'ortodossia. È infatti nell'Eucarestia, aggiungiamo noi, che si può trovare un contatto con il mondo orientale.
Leggiamo quindi la prefazione, pregando per una prosecuzione in questi termini del dialogo ecumenico, sperando che altre tesi strampalate e i sentimentalismi di ogni tipo vengano abbandonati.

«Il volume del Papa emerito Benedetto XVI (Joseph Ratzinger) Teologia della liturgia esce in russo per il novantesimo compleanno di questo eminente gerarca e teologo della Chiesa cattolica romana. Joseph Ratzinger ha ricevuto il riconoscimento dell’Europa quando ancora era professore di dogmatica, prima nell’Università di Bonn e poi in quelle di Münster, Tubinga e Ratisbona; è stato poi uno dei più attivi periti al concilio Vaticano II (1962-1965).
Il suo libro Introduzione al cristianesimo, che con un linguaggio adeguato alla modernità tratta delle fondamenta della fede cristiana, ha acquistato larga fama. Gli interessi scientifici di Joseph Ratzinger vanno dalla teologia dogmatica alla teologia della liturgia, estendendosi alla patristica, al pensiero medievale, all’apologetica e alle scienze bibliche.
L’ultima, importante opera di Benedetto XVI è uscita quando ancora ricopriva l’incarico di capo supremo della Chiesa cattolica: è il suo fondamentale Gesù di Nazaret, tradotto e pubblicato anche in lingua russa. Al nome di Papa Benedetto XVI è legata la battaglia per la difesa dei valori cristiani tradizionali e, a un tempo, quella per la riscoperta e la riaffermazione della loro attualità nella moderna società secolarizzata. Tappe importanti del servizio alla Chiesa di Joseph Ratzinger sono stati il compito di arcivescovo di Monaco e Frisinga (1977-1981) e poi quello di prefetto della Congregazione per la dottrina della fede (1981-2005). Nel 2005, il cardinale Ratzinger fu eletto romano Pontefice e assunse il nome di Benedetto XVI.
Nel 2013, per la prima volta dopo seicento anni di storia del papato, egli ha volontariamente lasciato la cattedra di San Pietro. Papa Benedetto ha spesso espresso la sua profonda simpatia per l’ortodossia e da sempre ritiene che, a livello teologico, gli ortodossi siano i più prossimi ai cattolici. Non è un caso che proprio lui sia stato uno dei primi membri della Commissione mista internazionale per il dialogo teologico tra la Chiesa cattolica e la Chiesa ortodossa, a seguito della sua fondazione nel 1979. Da teologo, Ratzinger ha fatto sforzi enormi per chiarire la questione del primato del vescovo di Roma, spostando l’accento da una visione giuridica del primato a una sua comprensione primariamente come testimonianza cristiana di tipo particolare e come servizio all’unità nell’amore. Egli è stato sempre fermo oppositore di qualsiasi compromesso nel campo della dottrina della fede, indicando, giustamente, che l’unità — per principio possibile tra Oriente e Occidente — deve essere preparata con cura, deve maturare sia spiritualmente sia a livello pratico, grazie anche a profondi studi di carattere teologico e storico.
Vorrei che la pubblicazione in Russia del volume Teologia della liturgia rappresentasse non solo un attestato di grande stima per l’autore ma anche che attirasse l’attenzione dei nostri lettori alla lettura del volume. E questo non solo perché, più in generale, non esiste ancora in traduzione russa un numero sufficiente di opere di Joseph Ratzinger. Più in particolare, questo specifico volume è infatti dedicato alla liturgia, cioè a uno dei temi in assoluto più importanti sia rispetto la produzione scientifica dell’autore, sia, a un tempo, riguardo alla sua cura pastorale (accanto al tema dell’ecclesiologia); e insieme il tema della liturgia è anche proprio un tema particolarmente importante e significativo per i credenti ortodossi». 
Ilarione di Volokolamsk

Testo tratto da news.va
 

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