14 ottobre 2017

Il padrone del mondo. L'apocalisse della modernità

di Alfredo Incollingo

Nel 1907 il sacerdote inglese Robert Hugh Benson, che qualche anno prima si era convertito al cattolicesimo (1903), dava alle stampe il suo capolavoro “Il padrone del mondo”. I toni cupi e fatalisti del romanzo stonano con quelli più ridenti e ottimisti de “L'alba di tutto” (1911), che è la sua controparte naturale.

In un'epoca alternativa, che è molto vicina alla nostra realtà, la massoneria e l'umanitarismo hanno conquistato l'Oriente e l'Occidente. Il mondo è preso da deliri di onnipotenza, motivati da una nuova religione che divinizza l'Uomo, negando qualsiasi validità alle religioni rivelate e al Dio trascendentale. Un messia, Julian Falsenburgh, che ha sembianze da Anticristo, ha annunciato agli uomini questo nuovo vangelo, fondato sulla pace, sulla fratellanza e sull'amore. La Chiesa Cattolica conta poche migliaia di fedeli sparsi nel mondo, odiati e vessati dalle autorità. Lo scontro è cruento e la persecuzione inevitabile ed è a Nazaret, nei luoghi dove iniziò la predicazione di Gesù, che si compirà il confronto finale tra Dio e il Nemico.
R.H.Benson

Il romanzo di Benson, scritto agli albori del Novecento, è una cupa riflessione sulla modernità e sul futuro del cristianesimo in Europa e nel mondo. L'Occidente, ottenebrato dai sogni di progresso e di libertà assoluta, che già stavano venendo meno di fronte alle amenità del secolo, stava rinnegando le sue radici cristiane per aderire ad una filosofia umanitarista è ben rappresentata nel romanzo di Benson. L'idea di perfezione umana si contrapponeva alla Rivelazione cristiana e al (vero) messaggio di pace di Cristo. L'apologeta inglese denunciò così la triste piega della cultura europea, sempre più atea e perciò disumana, ponendo il lettore di fronte alla minaccia e mostrando la drammaticità dei possibili esiti. “Il padrone del mondo” va letto non come una innocua ucronia, ma tenendo a mente che ciò che viene raccontato in forma romanzata potrebbe essere ben presto uno scenario reale, purtroppo.


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