24 ottobre 2017

Le conseguenze economiche e morali dello scontro fra gnosi e Chiesa


di Riccardo Zenobi

Venerdì 20 ottobre si è tenuto il penultimo incontro del ciclo di conferenze Religione, Identità, Protezione patrocinato dall’Associazione Oriente Occidente. L’incontro è consistito in una conversazione a due voci, ad interventi alternati tra l’economista Ettore Gotti Tedeschi e mons. Nicola Bux, nomi che i lettori del blog conoscono bene per il loro spessore intellettuale e la specchiata fede cattolica. Dopo una breve introduzione tenuta dal moderatore (e curatore delle conferenze) Giuseppe Possedoni, la parola è stata data ai relatori:

Gotti Tedeschi: Mostrando al pubblico una pagina del quotidiano “La Verità” saltano all’occhio due notizie rimarchevoli, la prima delle quali è una dichiarazione rilasciata dal presidente dei giuristi cattolici D'Agostino: “dobbiamo far evolvere la bioetica”, ossia reinterpretare l’etica della vita trasformandola in biodiritto, in modo da poter decidere (o far decidere all’OMS) cosa sono la vita, la morte, l’uomo, la salute, cosa costituisce una malattia e cosa invece è indice di benessere. Il tutto per reinterpretare i famosi “diritti alla salute” – una volta che una istituzione definisce cosa è salute, tali diritti sono plasmati di conseguenza. Si è ad una svolta sui fondamenti stessi dell’umanità, su cosa è l’essere umano e cosa non lo è. Seconda notizia: in una conferenza alla Pontificia Università Lateranense il rappresentante della CEI Galantino ha dichiarato la riforma protestante “opera dello Spirito Santo”. Quanto ha di cristiano tutto ciò? Queste due notizie come ci interpellano nella Fede?

Mons. Bux: Siamo in un momento di apostasia, di allontanamento (questo il significato del termine) dal pensiero cattolico nel quale, quando si tocca un tassello, il resto cade ad effetto domino. L’attuale processo di autodemolizione della Chiesa è consumato da capi della Chiesa stessa, sui quali soffia “colui che divide” (dia-ballos), ma le premesse vi sono da decenni e rimontano tutte ad una causa prima: la gnosi. Secondo tale concezione, l’uomo può giungere a conoscere qualcosa sui fondamenti della realtà non direttamente, ma solo mediatamente, non dando fiducia a ciò che appare, ma oltrepassandolo. C’è quindi bisogno di qualcuno che faccio da apripista – pensate ai vari mass media, il cui compito è quello di far credere certe cose per raggiungere certi obiettivi, scelti con molto criterio. Al di là delle varie vicissitudini storiche, la gnosi non è mai morta del tutto, poiché permane sempre nel cuore dell’uomo la tendenza a resistere a Dio. Se fino a qualche decennio fa l’ONU, la massoneria ed altri organismi internazionali facevano da contraltare alla Chiesa Cattolica, oggi si assiste ad una collaborazione di questa con tali organizzazioni, le quali si ammantano di filantropia, opere assistenziali ed altro, ma hanno un unico fine: distruggere l’uomo recidendo ogni suo nesso col divino.

Gotti Tedeschi: Come mai sta succedendo tutto questo? È un po’ deprimente, poiché se guardiamo a cosa sta succedendo dobbiamo dire che la gnosi ha vinto ovunque. Il suo programma è riassumibile nella negazione dei 4 punti fondamentali della Genesi:

Genesi
1- Dio creò l’uomo
2- Maschio e femmina lo creò
3- Li benedisse e disse loro “Siate fecondi e moltiplicatevi”
4- Riempite la terra e soggiogatela

Gnosi
1- Negazione della creazione divina
2- Negazione dell’identità sessuale
3- Uomo è cancro del pianeta, malthusianesimo
4- Evitare sfruttamento di terra, animalismo

I 4 punti gnostici costituiscono i pilastri della “bioetica” attuale, ciò verso cui si vuol far “evolvere” l’etica della vita di stampo cattolico (vedi il primo intervento). Basti vedere come sono trattati attualmente i tre problemi più fondamentali: la crisi economica, la crisi ambientale e l’immigrazione. La prima viene considerata causata dalla non equa ripartizione delle risorse; la seconda viene considerata causata dall’uomo perché esso è un cancro; l’ultima viene considerata causata da povertà, condizioni climatiche e guerre, con l’aggiunta del fatto che il gap della popolazione richiede l’immigrazione. Per brevità il relatore ha preso in considerazione solo il primo punto, la crisi economica, dalla quale i media mainstream deducono un sofisma: “la miseria morale è causata dalla miseria materiale”, quando in realtà è vero l’esatto opposto: l’egoismo, l’avidità e l’indifferenza al prossimo è la causa di tale crisi. E proprio su tali questioni morali è chiamata a intervenire la Chiesa, in quanto la sua autorità è nel campo della morale, non in quello dell’economia. Di fatto non sentiamo mai parlare di cause morali della crisi economica, ma è appunto negare i capisaldi della Genesi che fa nascere un effetto a palla di neve: negando i principi della realtà, si perde la stessa vita umana. Il ragionamento di fondo è semplice: se nascono meno persone, la popolazione invecchia, e ci sono meno agenti capaci di entrare nel mondo del lavoro, e sono molti di più quelli che entrano nel sistema pensionistico. In tal modo occorre che più denaro sia in circolo per far muovere l’economia: ecco l’essenza del consumismo, che negli ultimi 35 anni ha aumentato di 5 volte i consumi. Se i pensionati negli anni ’70 erano il 12-13% della popolazione italiana, oggi sono circa il 30%; ciò ovviamente comporta un cambiamento nella struttura sociale e un aumento dei costi fissi, quindi una maggiore pressione fiscale. Il crollo del risparmio (conseguenza del consumismo) ha portato al crollo del credito, quindi delle banche, la cui crisi del 2008 giunge dopo un lungo periodo di economia consumistica. Altro fattore che ha nell’avidità la sua origine è la delocalizzazione, con conseguente chiusura di posti di lavoro in Italia. Si è alla presenza di un circolo vizioso dovuto a cause morali, le quali hanno una rilevanza maggiore rispetto agli effetti morali (la miseria morale di cui sopra): il tutto perché si è voluti andare contro le leggi della realtà; comprese quindi le leggi morali.

Mons. Bux: Se un Pontefice dicesse in un suo intervento “mettete al mondo dei figli” avrebbe contro tutto l’establishment; il terzomondismo invece porta ad enfatizzare l’accoglienza degli immigrati. Dietro questo “invito” c’è il globalismo che vuole rimescolare le carte tra i popoli, per livellare le differenze morali, religiose ed economiche. La chiave per sottrarsi a questa tendenza è la conversione: non pensare e non giudicare secondo il mondo, ma secondo il Vangelo. Nel nuovo Testamento non trovate una riga di analisi economica, sociologica o politica della realtà dell’epoca, ma solo un pressante invito alla conversione del cuore e della persona, perché è da lì che partono i veri cambiamenti mondiali. Credendo al Vangelo si ha un’altra prospettiva sulla realtà, e si muta lo stato di cose intorno a sé, innescando un cambiamento virtuoso. È non conformandosi alla mentalità del mondo pagano che il cristianesimo ha sopravanzato il mondo antico. Staccandosi dal mondo per unirsi a Dio si innesca un effetto a catena, e i cristiani diventano una resistenza al NWO, il quale ha i piedi d’argilla perché si fonda sulla revisione degli assetti esterni del mondo (economici e sociali). Tutte le rivoluzioni operate dall’uomo si sono poi ribaltate nel loro contrario: vedi i discorsi dei moderni politici cinesi rispetto a ciò che proclamava Mao – il quale credeva di poter governare dall’esterno le menti degli uomini. Gesù invece invita a cambiare mente: è questo il significato etimologico del termine “conversione”.

Per concludere e ritornando alle 2 notizie iniziali: per qual motivo si voglia far “evolvere la bioetica” è abbastanza chiaro. Cosa c’entra il luteranesimo? Nel mondo europeo ci sono 3 filoni culturali: il laicismo francese, l’etica luterano/calvinista, il pensiero cattolico. Sussumendo quest’ultimo nel protestantesimo lo si rende ipso facto un laicismo con parvenza religiosa: in pratica la sposa di Cristo diventa adultera, ripudiando lo Sposo per il concubinato col mondo lasciando una patina di “spiritualità” che può servire da tampone alle anime candide che riducono la fede ad emozione, rinunciando alla ragione. Ed è stato appunto l’armonia tra fede e ragione il fondamento del pensiero di Benedetto XVI. Ognuno tragga le conclusioni del discorso.

Il prossimo incontro del ciclo di conferenze avrà luogo sabato 28 ottobre alle 17:15 ad Ancona, presso la chiesa san Carlo Borromeo, via Gentiloni 4. Tale incontro concluderà il ciclo di appuntamenti di quest’anno.



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