19 ottobre 2017

Nuovo peccato: Lesa Caritas


di Francesco Filipazzi

Sembra davvero che per la Chiesa, nell'anno di Fatima, ci sia da soffrire molto, a causa degli uomini che la reggono. L'ultimo che in ordine di tempo ha dato sfoggio di zelo non richiesto è il primate di Polonia, che dopo la grande dimostrazione di Fede data dal proprio popolo, deve avere subito pressioni enormi da Roma per cercare di limitarne l'afflato identitario.
Se infatti l'Osservatore Romano non ha parlato, molti media ex cattolici, come Famiglia Cristiana e simili, si sono stracciati le vesti, di fronte a quello che è un loro fallimento morale e culturale. Dopo decenni di cristianesimo anonimo e di gioco al massacro, di eresia e apostasia, si ritrovano ormai con i cattolici stessi che sputano loro in faccia e un popolo intero, fiore della cattolicità che, nel nome di Giovanni Paolo II, dimostra di esistere e di voler dire la propria. E lo ha fatto con un immenso Rosario, che ricordiamo è una grande preghiera di liberazione dal demonio.
Ebbene, tornando al primate polacco, apprendiamo che ha dichiarato:

"Se dovessi avere notizia di una protesta contro i profughi alla quale i miei preti dovessero aver partecipato, la mia risposta sarà rapida: ogni sacerdote che si unisce a queste manifestazioni sarà sospeso. Non ho alcuna alternativa in quanto responsabile della mia diocesi. In una situazione in cui ci sono preti che esplicitamente sostengono una parte in conflitto, debbo agire immediatamente".

Dunque, posto che non è corretto che i preti partecipino a manifestazioni politiche, ci sembra che la minaccia di sospensione a divinis sia decisamente sproporzionata. In una chiesa bergogliana dove è permesso di tutto e dove fior di preti, in Italia, vengono indagati per reati legati allo sfruttamento dell'immigrazione, ma certamente non vengono sospesi, perché il primate di Polonia reagisce in modo così stizzito?

È chiaro che da Roma sia arrivata qualche reprimenda, perché da quelle parti sembra che sia molto più importante il fatturato della Caritas e di tutti gli enti ex cattolici che stanno facendo i milioni con lo sfruttamento economico dell'immigrazione, piuttosto che capire le ragioni di popoli che si vogliono difendere. Ed è anche più importante della comprensione delle cause di questi flussi migratori, dietro i quali si nasconde una tratta degli schiavi, il contrabbando di organi, lo sfruttamento della prostituzione (maschile, femminile e minorile). Insomma, tutto questo per parte dell'attuale gerarchia ecclesiastica scompare. E soprattutto, guai a chi osa non essere d'accordo. Si rischia la sospensione a divinis per Lesa Caritas.

Sembra davvero in atto l'alleanza fra clero progressista e forze mondane (quella che Tornielli già nel 2010 denunciava come fautrice del complotto contro Benedetto) per i soldi. Da qui si capisce quella "Bonino grande italiana" che sta appunto promuovendo, a braccetto con Bergoglio, la campagna "ero straniero", che promuove la tratta dei popoli africani. Non solo in questo ambito, seguendo i soldi si capiscono e si capiranno molte cose. Si capisce anche come il presidente della Caritas mondiale, Tagle, figuri fra i papabili.
Per fortuna, "Dio aveva altri progetti".


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1 commento :

  1. Non sembra, lo è più importante il fatturato, e non solo a Roma, la caritas è dappertutto.........

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