05 ottobre 2017

Sull’Avvenire della Chiesa Cattolica, risate laiche per tutti


di Giorgio Enrico Cavallo

È bello guardare le piroette della Chiesa Cattolica del XXI secolo: ogni giorno ce n’è una nuova, e di sicuro non ci si annoia mai. E se temevate di intristirvi leggendo come le magnifiche sorti e progressive stanno facendo a fettine la Chiesa Cattolica Romana, potete stare tranquilli: ora su Avvenire, il giornale dei vescovi, potrete divertirvi un po’ con le amene vignette di Sergio Staino. Proprio lui, l’ex direttore de L’Unità, presidente onorario dell’Uaar.
Una collaborazione davvero buffa: è un po’ come se Peppone si mettesse a lavorare con don Camillo per maggior gloria della causa clericale, se non fosse che la causa clericale, quella vera, è da tempo una causa persa. Oggi, i vescovi e i sacerdoti sono cambiati; sono alla moda. E i più alla moda si preoccupano di organizzare veglie contro l’omofobia e portano i migranti a sollazzarsi in piscina; si comportano come i comunisti più alla moda, che hanno fatto della causa omosex e dell’immigrazione incontrollata il loro nuovo mantra. Con buona pace di Carlo Marx e degli altri vecchi tromboni della sinistra d’antan.
È dunque sbocciato l’amore tra comunisti e cattolici; un amore talvolta ancora osteggiato dalle rispettive famiglie, ma, forse per la novità, pieno di entusiasmo e di voglia di farlo sapere al mondo. È per questo che ormai non c’è più pudore: a commentare il Vangelo vengono chiamati tutti (ma proprio tutti, eh, come insegna il recente caso di Vasco). Le interviste papali sono poi concesse copiosamente all’organo di informazione ufficiale del mondo progressista italiano, quella Repubblica di Scalfari che ai bei vecchi tempi amava andar giù pesante contro il mondo cattolico.
Mettendo da parte l’ironia, ci domandiamo quale misterioso fine abbia la gerarchia cattolica italiana, che tanto smania di apparire alla moda. Che senso avrà insistere con interviste che si rivelano, puntualmente, deformate o approssimative? Che senso avrà elogiare il pensiero di politici quali la premiata ditta Pannella&Bonino, sempre in prima fila là dove c’era da scardinare l’ordine sociale? Che senso avrà, adesso, la preziosa collaborazione con un vignettista ateo – come orgogliosamente precisato da Avvenire – su un giornale che era, un tempo, orgoglioso di essere cattolico? Mistero. Qualche anima bella dirà che serve ad avvicinare i non credenti; la Chiesa in uscita, la Chiesa delle periferie, la Chiesa-ospedale-da-campo. Mah. Staino, che ci tiene alla sua onestà intellettuale, ha subito messo le mani avanti: «Ero ateo e rimango ateo». Noi, che siamo maliziosi e tendiamo a pensar male, crediamo che questo sia stato un elemento di merito sul suo curriculum.  «Formuliamo nostri migliori auguri a Staino per il suo lavoro, e perché no, aspettiamo di farci qualche sana risata laica», chiosano dall’Uaar. Ci uniamo anche noi nel laico, laicissimo augurio: risate laiche per tutti. Tanto, ormai…


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1 commento :

  1. che dire? ^__^: "компаньон Много приветствий", o se preferite “Dosvidanija tovarish” ^__^ anche se non compro più Avvenire da 5 anni e non ho mai comprato - neppure lo farò da oggi - il Manifesto, o l'Unità o Repubblica....

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