01 ottobre 2017

Viaggio sentimentale e devozionale a Roma: il martirio di San Lorenzo (Parte XLII)


di Alfredo Incollingo

San Lorenzo era originario della Spagna, più precisamente di Osca, in Aragona, sulle pendice dei Pirenei. Studiò teologia e materie umanistiche a Saragozza prima di trasferirsi a Roma, seguendo il suo amico e mentore papa Sisto II. La sua carità era pari alla sua viva intelligenza e si distinse nell'Urbe per l'assistenza dei poveri e degli infermi: il pontefice infatti lo nominò arcidiacono con l'incarico di provvedere alle attività caritative della Chiesa Cattolica (la tradizione vuole che riuscì a provvedere contemporaneamente alle esigenze di 1500 persone).
Nel 258 l'imperatore Valentiniano emanò un editto, in base al quale si condannarono a morte tutti i vescovi, i presbiteri e i diaconi. A Roma la persecuzione fu terribile e lo stesso papa Sisto II, insieme a quattro dei suoi diacoci, sorpresi e imprigionati nelle catacombe di Pretestato, sull'Appia Antica, venne martirizzato il 6 agosto 258. Lorenzo, sfuggito alla prima ondata d'arresti, venne alla fine catturato qualche giorno dopo e condannato a morte. Il 10 agosto venne legato ad una graticola e bruciato vivo: aveva circa 33 anni. A Roma esiste un'antica basilica, una delle maggiori, San Lorenzo fuori le Mura.
E' probabilmente l'ultimo esempio di arte paleocristiana, avendo la stessa forma dell'antica, ormai scomparsa, basilica costantiniana di San Pietro in Vaticano.
Il viaggio continua.


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