08 ottobre 2017

Viaggio sentimentale e devozionale a Roma: Santa Barbara dei Librai (Parte LXIII)

di Alfredo Incollingo
Nel frastuono della movida di Campo dè Fiori, a Roma, si trova una piccola isola di pace e di raccoglimento religioso. E' la chiesetta di Santa Barbara dei Librai, riservata e nascosta alla massa dei festanti esagitati. Venne probabilmente edificata tra il X e l'XI secolo, secondo un'iscrizione all'interno della chiesa, ma le notizie più concrete risalgono al 1306. Nel XVII secolo venne ceduta alla “Confraternita dei Librai”, che raccoglieva i venditori e i produttori di libri.
A Roma, oggi come ieri, non c'è solo divertimento, incuria e corruzione. E' una città d'arte e di cultura profana, nei resti della città imperiale, e cristiana, nelle meravigliose chiese romane. I cristiani, contro un giudizio piuttosto superficiale della storiografia moderna, riconobbero l'alto valore sacrale dell'arte in tutte le sue forme, che fosse la scultura o la pittura. Lo possiamo comprendere visitando San Pietro in Vaticano o la piccola chiesetta di Santa Barbara dei Librai, che conserva opere di Guido Reni. La letteratura cristiana è probabilmente uno dei prodotti più eccelsi del genio occidentale e i cattolici, più di tutti, hanno compreso l'importanza delle lettere per l'apologetica e l'evangelizzazione. Nei monasteri, prima, e nelle stamperie pontificie, poi, la cultura cattolica si diffuse capillarmente nei Paesi dell'Europa occidentale e sempre tramite i libri la Chiesa si difese e arginò la Riforma protestante (veicolata dalla stampa). Non è un caso quindi se ai librai fu riservata una chiesa per consacrare questo importantissimo mestiere. Il viaggio continua.




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