09 novembre 2017

Il dio stato che vuole dirci come educare i figli (appello per le scuole parentali)

L'avvocato Fabio Candalino ha inviato a noi e ad altre realtà del web cattolico "non allineato" questa riflessione.

Ad alcuni dei pochi che ancora lottano per la libertà educativa delle famiglie.

Mentre alcuni esultano finanche in ambito cattolico o pro life – che coraggio – per le recenti linee guida del Miur, intrise di post-umanesimo e femminismo, che implicano il “gender” magari sostituendolo con articolate perifrasi, non ci siamo accorti, nel centenario di Fatima e della rivoluzione bolscevica, che ci stanno sottraendo i figli, senza che ce ne accorgiamo.
Con una recente riforma, quella che era chiamata “potestà parentale”, viene definita (non a caso) “responsabilità genitoriale”. Il “gender” (che non esiste) impazza nei media e nelle scuole. Lo stato impone un sovradosaggio vaccinale immotivato e pericoloso su ordine di personaggi di ambienti neomalthusiani riunitisi a Washington sotto l’egida di Obama (presente il Ministro Lorenzin). Ora il Ministro Fedeli (quello della famosa storia dei titoli di studio, per la quale un tempo si sarebbe dimesso un intero governo) dichiara l’esistenza di una legge che in realtà non è mai esistita nel nostro ordinamento. Come in un romanzo orwelliano il messaggero di oscuri ambienti burocratici riporta una “verità” e quella tal cosa, anche se falsissima, viene ripetuta tante di quelle volte, che davvero pare divenire verità: i genitori sono obbligati per legge a prelevare i figli fuori da scuola o a provvedere con terzi alla custodia fisica. Magie manipolative e comunicative di un totalitarismo che crea leggi contro la natura, contro Dio e distorce quelle esistenti, senza più alcun freno. Le ceneri del totalitarismo orrido tornano ad ardere in questo centenario, con i figli di quel comunismo (non sistema politico, ma mentale sì) che non è affatto morto.
Or bene fino a poche settimane or sono, nessun italiano, nessun giudice, nessun tutore dell’ordine hanno mai reputato sussistere il reato di “abbandono di minori”, previsto dall’art. 591 c.p., tanto che la sanzione è stata irrogata solo in casi limite a carico di genitori che avessero non semplicemente “lasciato” i figli minori degli anni 14, ma “abbandonati” in senso reale, cioè “in balia di sé stessi” (come la Suprema Corte ha sempre ribadito). Dai tempi che furono i bambini con la saggia gradualità che occorreva, venivano abituati ad orientarsi nel tempo e nello spazio, a vedersela da soli, a succiarsi il ginocchio, ad attraversare la strada, etc.. Oggi si pretende che la presenza fisica dei genitori sia asfissiante e perduri fio ad un età impensabile.

Già, i nostri figli, dato il bombardamento mediatico su taluni casi di cronaca, devono avere un body guard per la scuola (salvo poi lasciarli la sera uscire fino ad orari – quelli sì non ragionevoli e magari abbigliati in modo non edificante) . All’improvviso corre una voce: “ la Cassazione ha deciso che…” . Ecco il pretesto utilizzato: la Cassazione aveva affrontato un caso specifico di un bimbo vittima di un incidente ma laddove la scuola aveva garantito un vigilanza che dal perimetro scolastico si prolungava fino alla salita del pulmino (una norma demagogica e controproducente insomma e sulla quale la Cassazione ha dovuto valutare in quel solo caso specifico un legittimo affidamento dei genitori).
Così orde di genitori e di docenti (e di dirigenti, per lo più poveri malcapitati) si trovano di punto in bianco a sentirsi dire non si sa da chi e come per l’esattezza, che lasciare uscire i ragazzi delle scuole medie secondarie tornare da soli a casa ( anche per poche centinaia di metri di strada) è un reato, un atto di irresponsabilità.
La smentita a simili fandonie era assai facile sul piano giuridico, ma stupisce il silenzio al riguardo di parlamentari veri o sedicenti cattolici (o di semplice buon senso). Non Stupisce invece (oramai) di come i partiti di governo (specie il PD), dopo aver ventilato la sussistenza di una legge inesistente (si ripete, la Cassazione ha dovuto decidere di un caso ben specifico e singolare) per poi fungere da paladini di famiglie e scuole, va promettendo emendamenti salva-genitori(emendamenti non si sa a che cosa).
Al di là di quella che è una invereconda montatura politico-mediatica, però, è gravemente allarmante l’altra chiave di lettura che si deve dare a questa vicenda: lo stato e i suoi apparati (che fungono da guardiani di un sistema sempre più ben congegnato) vengono a dirci come dobbiamo educare i figli. Sì, lasciare che i nostri ragazzi vadano e tornino da scuola a 11 anni o più (noi a 7-8 anni eravamo autonomi) significa imporre alle famiglie non solo un fardello di vigilanza inutile (gli infortuni o i decessi avvwegono anche a casa, in palestra, dovunque) ma significa interferire pesantemente con le direttive di educazione e crescita che noi genitori intendiamo continuare a mantenere, alla luce del diritto naturale, dell’art. 29 della Costituzione, e seguendo il Magistero della Chiesa sul ruolo preminente e non negoziabile del ruolo di noi genitori.

Vogliamo dei figli che crescano non solo con retto senso religioso, con una Fede salvifica in Cristo Gesù e da figli fedeli della Santa Chiesa Cattolica, ma autonomi anche umanamente, capaci di conoscere il mondo, di relazionarsi, di conoscere il mondo. Dall’alto vogliono fare dei nostri figli dei soggetti senza Dio, senza identità sessuale, deboli, fragili e inetti. Quello che gli esperti (che in genere non posso amare) lanciano come allarme da qualche decennio proprio sul crollo delle “autonomie” infantili e adolescenziali, a causa dell’eccessiva presenza dei genitori anche nell’accompagnare i bambini a scuola, non ha dato da pensare ad alcuno; anzi i nostri governanti mai eletti, cui forse fanno comodo inetti e imbecilli da governare (così vogliono i nostri figli), vanno in senso opposto.
De resto, quale che sarà la fine di questa vicenda squallida dell’uscita di scuola dei nostri ragazzi infraquattordicenni. Il messaggio è giunto alla mente di centinaia di migliaia di genitori, oramai, per lo più assuefatti dalla statolatria odierna (e inebetiti da multiple dipendenze e distrazioni): non lasciate i vostri figli da soli, siate loro ossessivamente vicini.
MI stupisce e amareggia ancor più che la cristianità ancora una volta (come per la legge anticostituzionale sull’obbligo vaccinale) taccia e non colga la vera posta in gioco, che non è solo il menages familiare (organizzarsi per vedere che va fuori scuola), ma quella “potestà” insopprimibile, che i totalitarismi hanno già tentato di sopprimere nel secolo scorso.

Due esortazioni nascono dal mio animo dunque, essendo sempre più evidente che è inutile oramai immischiarsi nei gangli del sistema burocratico – totalitario italico, al servizio del mondialismo neomalthuisuaino:

1. Apriamo le scuole parentali;
2. Prendiamo esempio dal popolo polacco, come già abbiamo fatto il 13 ottobre scorso. Preghiamo e digiuniamo, perché solo dall’Alto, con il potente aiuto della regina delle Vittorie, potremo resistere, per vedere il trionfo del Cuore Immacolato di Maria Santissima.

 

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