28 novembre 2017

Il Pd contro le fake news. Non è Lercio


di Giuliano Guzzo

«Ogni 15 giorni il Pd presenterà un rapporto ufficiale sulle schifezze in rete». Lo ha detto Matteo Renzi dal palco della Leopolda, poche ore fa, dichiarando pubblicamente guerra alle cosiddette fake news. Un annuncio al quale in Paese normale, converrete, sarebbe dovuto seguire il classico lancio di pomodori. Invece pare che, al momento, al Bomba siano toccati solo applausi, nonostante in questi anni ce l’abbia messa tutta – dobbiamo riconoscerglielo – per farci capire di che pasta lui e il suo Pd siano fatti.

La prima perla fu, ricorderete, la promessa di non voler fare le scarpe a Letta: «Enrico stai sereno» (Invasioni Barbariche, La 7, 17.1.2014), fu la rassicurazione, e si è visto com’è andata a finire. Epica fu poi la solenne promessa di ritiro a vita privata, in caso di fallimento della riforma costituzionale: «Lo dico qui, prendendomene la responsabilità, che se non riesco a superare il bicameralismo perfetto non considero chiusa l’esperienza del governo, considero chiusa la mia esperienza politica» (Consiglio dei Ministri, 12.3.2014). Pure in quel caso parola mantenuta, si fa per dire. Da non dimenticare, inoltre, allorquando Renzi garantì che no, sulle unioni civili non avrebbe mai posto la fiducia (Conferenza di fine anno, 19.12.2015), scenario che poi invece il suo governo – per non smentirsi – puntualmente realizzò.
Il Nostro è insomma un vero e proprio professionista della bufala, al cui confronto Pinocchio è il santo protettore dei sinceri e il Gatto e la Volpe, emblemi di specchiate virtù. Ma se invece stavolta, contro la fake news, lui e il Pd dovessero fare sul serio, allora significa c’è speranza per tutti. Tranne che per noi, s’intende.




Iscrivetevi alla nostra newsletter settimanale, che conterrà una rassegna dei nostri articoli.

 

0 commenti :

Posta un commento