16 novembre 2017

Il Puntatore. Cinque motivi per tenersi buono l'organo nella liturgia


di Aurelio Porfiri

Ogni volta che si parla di strumenti musicali nella liturgia, c'è sempre chi cita il salmo 150: "Lodatelo con il suono del corno, lodatelo con l’arpa e la cetra. Lodatelo con tamburelli e danze, lodatelo sulle corde e con i flauti. Lodatelo con cimbali sonori, lodatelo con cimbali squillanti. Ogni vivente dia lode al Signore". Quello che si vuole dire è che anche la Bibbia permetterebbe di usare ogni strumento musicale nella liturgia. A questo faccio cinque osservazioni:
  • Questo salmo nasceva in una società profondamente sacrale, in cui cioè tutto convergeva all'elemento religioso, compresa la musica e gli strumenti musicali. Quindi tutto era a servizio di Dio e poi poteva avere un uso profano. Oggi è il contrario, non c'è questo elemento religioso che unifica tutti e strumenti la cui fruizione è fortemente influenzata dal loro uso profano non aiuteranno certo a creare un clima mistico e spirituale.
  • Come detto in precedenza, in presenza di una società profondamente religiosa si potrebbe pensare ad una sacralizzazione del profano, compresi gli strumenti. Ma qui noi assistiamo solo ad una profanizzazione del sacro. Già dall'umanesimo si è assistito ad una divaricazione profonda tra la cultura religiosa e quella profana. Oggi la profana è certo prevalente. Hanno le chitarre mai contribuito ad una liturgia più devota, ad un senso di adorazione più profondo?
  • Il salmo non dice: lodatelo con l'arpa e con la cetra...suonati male! Anzi, viene detto nei salmi "bene psallite ei". Cantate inni con arte e con suono melodioso. Purtroppo è raro trovare un elevato livello di competenza tecnica,in chi suona questi strumenti nella liturgia. Certo, ci sono anche organisti scadenti ma questa critica non vale; è come se qualcuno mi dicesse che non è bene che gli stregoni esercitino in ospedale e io rispondessi che ci sono anche medici scadenti.
  • Secoli di pratica organistica e corale hanno creato un linguaggio meraviglioso di musica applicata alla liturgia, linguaggio che può essere continuamente rinnovato. Non è così per altri strumenti.
  • Se si assiste alle cerimonie buddiste o taoiste o della chiesa ortodossa, c'è una musica che vuole essere altra dal profano. Noi stiamo ancora a dibattere, scodinzolando dietro alla corruzione delle mode d'oltralpe (permettetemi questo accento retorico di tempi passati), se la musica liturgica deve essere specifica alla liturgia oppure buttarsi nell'abbraccio vacuo e ingannevole delle sonorità mondane.


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