02 novembre 2017

Il puntatore. La buona morte

di Aurelio Porfiri

Guardando per strada l'indecoroso spettacolo di Halloween e dei bambini vestiti da spettrini e streghine, mi convinco sempre di più che non siamo più un paese cattolico. Non lo siamo più non solo perché l'identità cattolica oramai è una patina sempre più evanescente, ma anche perché il pensiero debole si è impadronito anche dei cuori di molti, troppi pastori. La morte cristiana era qualcosa di terribile, nel senso etimologico, non spaventoso ma formidabile, tremendo come il Rex tremendae maiestatis del Dies Irae.
La famiglia era riunita intorno al letto di morte del proprio caro e al ritmo delle preghiere per i moribondi lo accompagnava verso l'ultimo viaggio. Uno degli Oratori più belli di don Lorenzo Perosi è il Transitus Animae. In esso si raffigura il passaggio di un anima dall'esilio terreno alla dimora celeste, un viaggio scandito dalle preghiere della tradizione cattolica. Forse, il suo capolavoro. Quella voce di contralto che invoca con dolcezza indicibile, ma piena di struggimento: "munda me!". Oggi questo non c'è, si muore di nascosto. Un libro profetico in questo senso fu Scommessa sulla morte di Vittorio Messori, uscito negli anni '80. In esso lo scrittore aveva già identificato alcune malattie culturali che sarebbero divenuti "il nuovo normale" in questo nuovo, ma triste, XXI secolo.


 

1 commento :

  1. L'Italia è stata un paese cattolico fino a quando la tv non ha okkupato tutte le case invadendole con mille pensieri tutt'altro che buoni ed educativi, adesso siamo alle somme finali, Halloween, McDonald's Kingsburger, CocaCola e schifezze simili made in USA, ci hanno ridotti ad automi, bambini e adulti bambocci che bevono e mangiano tutto, dal cibo trash alle fake news, il solo augurio è che tutto passi velocemente.

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