09 novembre 2017

Il Puntatore. Non Pio tutto

di Aurelio Porfiri
Mentre nella Chiesa tutta (o quasi) si celebra l'eresia luterana, mi viene in mente un altro anniversario, quello dell'enciclica Mediator Dei del 1947. Un'enciclica, non dimentichiamolo, che fu un punto fermo negli studi liturgici e che influenza ebbe anche su alcuni documenti del Concilio Vaticano II. In questa enciclica Pio XII insegnava: "Ora, se da una parte constatiamo con dolore che in alcune regioni il senso, la conoscenza, e lo studio della Liturgia sono talvolta scarsi o quasi nulli, dall'alto notiamo con molta apprensione che alcuni sono troppo avidi di novità e si allontanano dalla via della sana dottrina e della prudenza. Giacché all'intenzione e al desiderio di un rinnovamento liturgico, essi frappongono spesso principi che, o in teoria o in pratica, compromettono questa santissima causa, e spesso anche la contaminano di errori che toccano la fede cattolica e la dottrina ascetica. La purezza della fede e della morale deve essere la norma caratteristica di questa sacra disciplina, che deve assolutamente conformarsi al sapientissimo insegnamento della Chiesa e dunque Nostro dovere lodare e approvare tutto ciò che è ben fatto, contenere o riprovare tutto ciò che devia dal vero e giusto cammino". Molto interessante riflettere sulla differenza che c'è fra evoluzione e rivoluzione liturgica. La rivoluzione butta per aria tutto per fare qualcosa non solo di nuovo ma spesso di opposto rispetto a ciò che precedeva. Io credo che tra coloro che si danno da fare per la forma ordinaria del rito romano, ci sono studiosi che cercano il rinnovamento nel senso giusto. Mi viene in mente il padre Finotti ai cui studi rimando. O Mons. Marchetto che continua a proporci documenti per validare la tesi dell'ermeneutica della continuità, non quella della rottura. Pio XII ci insegnava che dovere del Papa e della gerarchia è di riprendere coloro che deviano dal vero e giusto cammino, ma oggi viene a molti una domanda, che non si pronuncia pur se si pensa e che si affida al latino di Giovenale: qui custodiet custodes?

 

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