21 novembre 2017

La Madonna della Salute e il proliferare delle bufale mediche


di Roberto De Albentiis

Oggi, 21 novembre, accanto alla festa della Presentazione di Maria Santissima al Tempio, si celebra la festa della Madonna della Salute, resa celebre dal famoso santuario barocco veneziano, costruito per voto dalla capitale veneta dopo lo scampato pericolo di una disastrosa pestilenza; da allora, prima a Venezia e poi nel resto della Chiesa, Maria è venerata come protettrice e dispensatrice della salute, tanto quella dell’anima (la più importante) come quella del corpo, e peraltro basta visionare i vari santuari e i numerosissimi ex voto per verificare come il ricorso alla Madre di Dio per le più varie guarigioni abbia radici assai antiche. Oggi, tuttavia, non voglio parlare tanto di culto e liturgia, quando collegarmi a fatti di attualità.
In un periodo in cui si parla di responsabilità medica, vaccinazioni obbligatorie, cure convenzionali e alternative, inevitabilmente grande è la confusione sotto il cielo,  e tale confusione inevitabilmente è arrivata anche nel campo cattolico; sempre più vediamo semplici fedeli e anche militanti pro-life e pro-family sposare tesi antiscientifiche azzardate, riguardanti la pericolosità dei vaccini o la difesa di cure truffaldine come quelle di Tullio Simoncini a base di bicarbonato. Questo è un fenomeno preoccupante, cresciuto nel corso degli anni e che le gerarchie hanno sottovalutato, e che però si inserisce in un generale e decennale fenomeno di sfiducia verso l’autorità costituita (anche se verrebbe da dire amaramente, tanto ai vescovi quanto alla classe intellettuale, compresa quella medica: avete demolito anni fa, nei “formidabili anni” della “fantasia al potere” qualsiasi principio di autorità? Ora vi beccate gli antivaccinisti!).
Certamente non mancano aspetti problematici, come l’utilizzo dei vaccini per mascherare campagne di sterilizzazione forzata ad opera di governi (vedasi, a titolo di esempio, qui e qui), ma questo può portare al declassamento e alla diffamazione dei vaccini, che da quando sono stati introdotti e soprattutto perfezionati hanno salvato la vita a milioni di persone? Sarebbe come censurare e biasimare le automobili a causa degli incidenti o internet a causa della pornografia o degli abusi dei social network, perché come le automobili hanno contribuito ad accorciare le distanze e rendere più agevole la vita e internet a rendere più fruibili le informazioni, così i vaccini hanno abbattuto malattie mortali, come, ad esempio, il vaiolo – l’esempio più famoso – e la poliomelite e la difterite (a tal proposito, un articolo interessante qui), ad oggi le uniche malattie eradicate dall’uomo proprio grazie ai vaccini.
Gli antivaccinisti, almeno la maggior parte ignorante (nessuno si offenda, dal momento che non tutti, me compreso, sono laureati in medicina, e proprio per questo bisogna affidarsi ai medici e ai professori, che hanno dedicato la loro vita proprio allo studio e alla ricerca), è animata da buone intenzioni, in primis la volontà di proteggere i propri figli; purtroppo, per eterogenesi dei fini, questa volontà di protezione dei figli si ritorce contro, a volte in maniera tragica (giusto per rimanere in ambito recente, come non ricordare il caso del bambino lombardo morto perché non vaccinato contro il morbillo, contagiato dai fratellini non vaccinati?), e se certamente ci vuole il dialogo con questi genitori, altrettanto fermamente vanno ribaditi i dati scientifici contro le vere e proprie bufale antivacciniste (per iniziare, suggerisco questo testo dei dottori Salvo Di Grazia e Giuliano Parpaglioni), la più diffusa delle quali è quella legata all’autismo, che sarebbe causato proprio dai vaccini.
Chi è all’origine di questa bufala, pericolosa e crudele, su questa malattia per altri versi ancora misteriosa? Un tale Andrew Wakefield, ex medico (radiato dall’ordine) inglese, che a metà degli anni ’90 diffuse un allarmato appello contro la vaccinazione trivalente – la vaccinazione contro tre terribili malattie, morbillo, parotite e rosolia – , da lui additata come la causa prima di questo disturbo; immediatamente ci fu un crollo delle vaccinazioni in Inghilterra, che portò anche alla morte di numerosi bambini, ma, nonostante lo studio di Wakefield venisse inizialmente pubblicato sul prestigioso “Lancet”, qualcuno non ci vedeva chiaro, e nonostante i tentativi di ripetizione degli esperimenti, nessun medico o scienziato riuscì a dimostrare il legame tra vaccini e autismo (qui uno studio tra i più recenti, anch’esso negativo). Si scoprì in seguito che Wakefield aveva stretto un accordo con un avvocato esperto di cause antivaccino, bisognoso di una base “scientifica” per giustificare le sue avventure giudiziarie (condotte sulle spalle di bambini e famiglie, ricordiamo) e, soprattutto, era intenzionato a brevettare separatamente i tre vaccini in questione, come si scoprì poi che sempre Wakefield, per confezionare questo studio, si era reso responsabile di maltrattamenti e abusi sui bambini cavie inconsapevoli di questi suoi esperimenti crudeli (qui un riassunto, ad opera del dottor Salvo Di Grazia); in pratica, un medico disonesto desideroso di maggiori guadagni e diffusore di dati falsi e allarmistici fu autore di una colossale bufala, purtroppo ancora oggi creduta e diffusa, anche ad opera di fedeli cattolici.
Come anche si assiste alla difesa di terapie “non convenzionali” (ovvero, non sperimentate e non validate scientificamente) contro le neoplasie, nel linguaggio comune il cancro, una delle malattie certamente più terribili ma, oggi, non più inguaribili grazie ai progressi scientifici: una delle più famose, tanto semplice e stupida nella sua banalità, è quella secondo cui il cancro sarebbe un fungo e, per sconfiggerlo, basterebbe utilizzare il bicarbonato; questa balzana teoria, diffusa dall’ex medico romano radiato Tullio Simoncini, non ha alcuna dimostrazione scientifica, e anzi ove è stata applicata ha portato solo alla morte, tra atroci dolori, di improvvidi pazienti e dei loro familiari disperati (il caso più famoso è quello del giovane siciliano Luca Olivotto), e a ciò si aggiunge che l’ex dottore Simoncini si fa pagare profumatamente anche per semplici consulti e telefonate, partendo da cifre sui 150-200 euro per semplici visite (che, in quanto medico radiato, non può fare) fino a cifre di decine e centinaia di migliaia di euro per i suoi interventi abusivi. Qui, sempre ad opera del dottor Di Grazia, un esaustivo articolo su questa pseudo-cura.
Il mondo delle pseudo-cure vede, quando va “bene”, la presenza di truffatori professionisti, che colpiscono i malati e le loro famiglie nel momento del dolore, e, quando va male, l’adesione a teorie esoteriche e magiche o ufologiche balzane che col cattolicesimo nulla hanno a che fare; cosa c’è di cattolico, di cristiano o di umano, nel supportare tentativi di truffe, specie ai danni di categorie deboli come malati, anziani e bambini? Se le industrie farmaceutiche guadagnano e si ha voglia di andare loro contro, è etico l’arricchire truffatori che guadagnano sulla pelle dei malati? Se certamente la medicina moderna può avere problemi nel rapporto con la religione e l’etica, la soluzione non può essere certo quella di supportare maghi, astrologi, inventori e spacciatori di pozioni magiche; come è possibile, poi, difendere le proprie giuste ragioni contro le follie ideologiche (e queste sì antiscientifiche) contro genderismo e omosessualismo se ci si affida ad oscuri figuri che di scientifico non hanno nulla? La preghiera di guarigione non ha nulla a che vedere con il dissuadere i malati dal seguire la medicina ufficiale (che, poi, di medicina, come di famiglia, ne esiste una sola, solo i ciarlatani parlano di medicinE al plurale, confondendo volutamente la medicina sperimentale e complementare con le loro medicine alternative truffaldine). Un modello moderno di rapporto tra scienza e fede è rappresentato da San Giuseppe Moscati, il medico santo di Napoli, alle cui ricerche si deve l’introduzione dell’insulina in Italia nella cura dei malati di diabete; San Giuseppe Moscati truffava i pazienti o si presentava come perseguitato dalla “comunità medica ufficiale”?
Nel giorno della festa della Madonna della Salute, preghiamoLa certamente per la salute, nostra e dei malati di tutto il mondo, ma preghiamoLa anche per il successo della ricerca scientifica e delle cure, e per avere sempre più e sempre migliori medici e scienziati, e, anche, perché sempre meno gente cada nelle reti dei truffatori antiscientifici e perché nessun fedele aderisca a queste tesi folli dannose in sé e squlificanti le giuste battaglie pro-vita e pro-famiglia!
Un grande grazie agli amici Fabio Iannaccone, Gabriele Gelo Signorino e Filippo Massei, studenti di Medicina che mi hanno aiutato nella correzione di questo articolo, e cui auguro di diventare grandi e bravi medici, e al dottor Salvo Di Grazia, di cui, da appassionato, ho letto e condiviso gli illuminanti articoli contro la pseudoscienza e la falsa medicina.


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