11 novembre 2017

L'alba del medioevo: le origini monastiche dell'Occidente


di Alfredo Incollingo

Negli ultimi anni la storiografia si è posto soventemente una domanda fondamentale: com'è nata la civiltà occidentale? Forse l'evidente decadenza della nostra società ci ha gettati nel panico e dobbiamo fare i conti con questo stato di totale confusione. Si sono succedute tante ipotesi e molte interpretazioni per spiegare chi siamo, richiamando quello o quell'altra “radice” della nostra cultura. Si fa molta fatica ad ammettere che il cristianesimo ha avuto una parte rilevante nella nostra storia occidentale.

E' difficile riconoscere che è tutto merito di San Benedetto di Norcia e dei tanti ordini monastici che hanno edificato un nuovo mondo sulle macerie del vecchio. Il medievalista Vito Fumagalli racconta la luce di speranza che furono i tanti monasteri sparsi in Europa nel suo classico “L'alba del medioevo” (Il Mulino, 2014). Il segno più evidente del crollo della civiltà romana e del suo vasto impero fu un progressivo arretramento della città e della natura umanizzata: le bestie selvatiche e gli sterpi, come afferma il Fumagalli, presero il posto dei campi arati e delle terre fertili. Gli acquitrini e le paludi divennero un elemento comune del paesaggio medievale. Nei boschi e nelle campagne disabitate solo gli eremiti e i santi avevano il coraggio e la fede necessarie per affrontare i pericoli sempre incombenti e le bestie feroci.

Anche gli uomini, resi più duri dalle condizioni ambientali, rappresentavano una minaccia ben più pericolosa, come i briganti e i barbari che saccheggiavano città e villaggi. Chiunque, re o contadino, avrebbe gettato la spugna e si sarebbe ritirato, come fecero tanti uomini di Chiesa. Altri invece, come san Gregorio Magno o san Colombano, non temettero la natura aspra o i barbari e, sfidando il sentimento di decadenza e l'acceso pessimismo, ressero ciò che rimaneva della civiltà, preparandolo al Giudizio Finale, che sembrava sempre più vicino. I monaci non si lasciarono andare, ma continuarono a arginare il male che li circondava. Costruire un monastero e mettere a coltura le terre circostanti era un modo per fermare la corruzione e quindi il Maligno che agiva per distruggere il creatore. Questa spinta salvifica, morale e materiale, è all'origine dell'Occidente.


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