05 novembre 2017

Viaggio sentimentale e devozionale a Roma: il vagabondo di Dio (Parte LXVII)


di Alfredo Incollingo

Niente può ostacolare la santità, neanche la povertà. San Benedetto Giuseppe Labre era un mendicante, ma visse in piena santità e con il suo esempio insegnò il Vangelo meglio di qualsiasi discorso. Sentiva di essere stato chiamato dal Signore per servirLo, ma non sapeva qual era la sua vocazione. Provò a entrare in diversi monasteri, senza mostrare una piena adesione alla vita monastica. Era a Chieri, in provincia di Torino, nel 1770, quando comprese la sua vera vocazione: essere un vagabondo di Dio per predicare il Vangelo con l'esempio e l'umiltà. Per 14 anni viaggiò senza sosta per visitare i santuari più importanti d'Europa e percorse a piedi ben 30.000 chilometri. Viveva di offerte, dormiva per strada ed era solito dare agli altri tutto ciò che per lui era superfluo. Non possedeva nulla di prezioso, eccetto un Vangelo, un breviario, l'Imitazione di Cristo, alcuni libri devozionale e un Rosario. Il 3 dicembre 1777 giunse a Roma, dove rimase fino alla fine dei suoi giorni. Si stabilì sotto un'arcata del Colosseo e qui iniziarono ad affollarsi i tanti romani affascinati dalla sua santità. Anche i nobili e i cardinali si accinsero a visitarlo nel suo rifugio. L'abate dell'ospizio della chiesa di san Martino ai Monti lo convinse a stabilirsi lì. I romani lo soprannominarono il pellegrino della Madonna o il povero di Quarantore o, addirittura, il penitente del Colosseo. Le sue pessime condizioni di vita gli causarono gravi problemi di salute. Il mercoledì santo del 1783 ebbe un malore dentro Santa Maria ai Monti. Venne ricoverato nel retrobottega di un macellaio su Via dei Serpenti, Francesco Zaccarelli, e furono chiamati un medico e un prete. Morì a soli 35 anni la sera di quello stesso giorno. I funerali furono immensi e la folla era così grande che Santa Maria ai Monti fu piena giorno e notte per giorni. Addirittura non si poterono celebrare i riti religiosi della Settimana Santa. Venne tumulato in quella chiesa e i romani iniziarono a visitare il suo sepolcro, invocando la sua intercessione. La sua fama si diffuse rapidamente in tutta Europa e il processo di beatificazione iniziò un anno dopo la sua morte. L'8 luglio 1796 fu effettuata una ricognizione sulle sue spoglie e si chiese la sua protezione in vista dell'imminente arrivo delle truppe napoleoniche. Il giorno dopo, il 9 luglio, le Madonnelle iniziarono a muovere gli occhi. La contiguità tra i due eventi è tuttora ritenuta non casuale.
Il viaggio continua.



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