17 dicembre 2017

Biotestamento: i "cattolici" che si dissociano… dai contrari!

di Alessandro Rico
Il biotestamento è legge, anche, se non soprattutto, grazie al contributo dei cattolici. Che quelli del Pd avrebbero alla fine appoggiato il provvedimento era ampiamente prevedibile. Sono anni che stigmatizziamo il cattolicesimo «adulto» e questa frangia, oramai, la diamo per perduta. Invece sorprende (o forse no) che altri movimenti, chi per disaccordi con i gruppi tradizionalisti, chi, forse, per compiacere i vertici della Chiesa, sempre più algidi sui temi etici, abbiano finito con il fare il gioco del nemico. Tanto da preoccuparsi di dissociarsi da altri cattolici contrari alle Dat, piuttosto che della stessa approvazione del testamento biologico.

Inqualificabili, innanzitutto, i Giuristi cattolici. Erano mesi che il loro presidente, Francesco D’Agostino, spiegava ai lettori del Sole24Ore quanto fosse necessaria una legge sul fine vita. Con l’avvento di Bergoglio e la rivoluzione che ha portato monsignor Nunzio Galantino ai vertici della Conferenza episcopale italiana, l’Unione dei giuristi cattolici si è prontamente riposizionata, abbandonando le scomode battaglie di retroguardia. E da ultimo, venerdì scorso, sul quotidiano degli industriali D’Agostino salutava le Dat come una svolta necessaria, definendo «fuori dalla realtà» i suoi fratelli (o fratellastri?) nella fede, i quali – sommo scandalo – ritengono addirittura che la dottrina non debba adeguarsi ai tempi e alle mode. Prima che il gallo canti, da giuristi cattolici diventerete giuristi progressisti.

Discutibile pure l’atteggiamento del Movimento per la vita, presieduto dall’onorevole Gian Luigi Gigli, membro del gruppo parlamentare Democrazia solidale. L’associazione, che almeno aveva più volte ribadito la propria opposizione al biotestamento, ha tuttavia messo la testa sotto la sabbia dinanzi al terrore giacobino, pardon, bergogliano. E alla comune battaglia contro l’eutanasia all’italiana, ha anteposto l’impellente necessità di dissociarsi dai pericolosi cattolici «oltranzisti», come li ha definiti l’onorevole Gigli, da me raggiunto telefonicamente, rei di promuovere uno scisma nella Chiesa di Roma (naturale: se il papa sta alterando la dottrina, la colpa dello «scisma» è di chi la difende).

Certo, al presidente del Mpv e parlamentare di Demos si deve riconoscere il merito di aver sferzato i cattodem, definendo «vergognoso» il contributo da loro offerto all’approvazione delle Dat in Senato. Al telefono, Gigli mi ha confermato la contrarietà del Movimento per la vita al testamento biologico, ribadendone la distanza dai catto-progressisti (inclusi i giuristi di D’Agostino) e annunciando che l’associazione proseguirà la sua lotta contro la «dolce morte». Temiamo, però, che a questo punto sia troppo tardi. 

Nonostante Gaetano Quagliariello abbia già annunciato che il centrodestra sopprimerà questa legge, infatti, sappiamo bene che i «diritti civili» sono come un cancro aggressivo: una volta che attecchiscono, possono solo metastatizzare. Ecco il risultato di essersi preoccupati di più di distinguersi dai tradizionalisti che di testimoniare in piazza, tutti insieme, la Verità: avere offerto a Repubblica il pretesto per deridere i quattro gatti rimasti a manifestare contro le Dat, rilevando che persino il Movimento per la vita aveva rinunciato a protestare.
Eppure, non possiamo prendercela soltanto con i cattolici che si dissociano dai cattolici. L’impressione, al contrario, è che la responsabilità principale dell’ennesima grave sconfitta, una sconfitta innanzitutto per la vita e per l’uomo, sia proprio delle alte sfere della nuova Chiesa della misericordia. Quella che deve accogliere tutti, ma solo se sono musulmani, omosessuali, divorziati o radicali.

Basti pensare al gesto del capogruppo dei senatori Pd, Luigi Zanda, che qualche giorno fa ha «catechizzato» i suoi, cattodem inclusi, distribuendo una trascrizione del discorso del papa sul fine vita. Un tentativo di mistificazione, direte voi. Ma allora perché dalla sala stampa vaticana non è arrivata nessuna smentita, nessuna diffida a strumentalizzare le parole di Francesco, arrivate proprio a pochi giorni dalla calendarizzazione del voto sul biotestamento? Perché, anzi, Oltretevere si fa di tutto per ricoprire di oro, incenso e mirra l’infanticida Emma Bonino? A pensar male si fa peccato, ma chissenefrega, perché come scrisse Eugenio Scalfari, Bergoglio il peccato l’ha abolito. Mentre l’Occidente va in putrefazione morale, ci ritroviamo la Cei, con Galantino che occupa i media per parlare di immigrazione, mentre appare – com’è che disse papa Francesco? – «tiepidino» sulle questioni di bioetica. E ci ritroviamo monsignor Vincenzo Paglia, grande sponsor dell’omosessualismo, che a tappe forzate sta trasformando la Pontificia Accademia per la vita in una Pontificia Accademia per la morte. E non ha manco tutti i torti: vista la situazione, sarebbe meglio se questo squallido clero facesse harakiri.


Iscrivetevi alla nostra newsletter settimanale, che conterrà una rassegna dei nostri articoli.

 

1 commento :

  1. Avrà il coraggio, il sedicente cattolico Mattarella, di non firmare la legge eutanasica? oppure come tutti gli ex democristiani piegherà la testa e farà sapere che firma per dovere istituzionale?.

    RispondiElimina