18 dicembre 2017

Contenimento delle nascite: rinuncia consapevole o suicidio indotto?


di Massimo Contini

Confucio (come mia zia), diceva che “i bambini significano felicità” e infatti fino agli anni ’50 in Cina l’aborto e la contraccezione erano vietati. A un certo punto, però, la natalità era talmente alta che nel 1953 è stata permessa la contraccezione e poi nel 1957 anche l’interruzione di gravidanza. Ma i bambini hanno continuato a nascere vorticosamente e si è arrivati al punto che la sovrappopolazione è stata considerata esplicitamente “un ostacolo allo sviluppo e alla modernizzazione”.

Si è cominciato così con lo Wan Xi Shao, ossia “sposatevi piu’ tardi – fateli piu’ distanziati – fatene solo due”. Ma non bastava. Ancora troppe nascite. Il punto di picco lo si è toccato nel 1979: il 25% della popolazione mondiale era cinese e due terzi avevano meno di trent’anni! E’ partita così la “politica del figlio unico” per raggiungere la “crescita zero” nel 2000.

Visti i primi risultati positivi, già a fine anni ’80 si è attenuata la legislazione di contenimento delle nascite, finché – centrati gli obiettivi – nel 2013 la politica del figlio unico è stata abolita: le famiglie cinesi oggi possono avere due figli senza incorrere nel pagamento di sanzioni. Vi chiederete come mai riporto la sintesi delle vicende cinesi in materia di contenimento delle nascite.

Ebbene, esistono due diversi modi per far fronte alla pressione demografica:

uno è il metodo coercitivo/punitivo, ossia quello cinese;

l’altro quello persuasivo/pervasivo/perversivo, ossia quello nostrano, “occidentale” potremmo dire. Il nostro è partito in sordina (ma subito ben sponsorizzato e finanziato dai centri di potere che contano), negli anni ’40 con i Planned Parenthood americani per promuovere aborto e contraccezione, ed è arrivato settant’anni dopo – attraverso vari passaggi successivi (’68; amore libero; divorzio; rivendicazioni LGBT; umanizzazione degli animali in sostituzione dei figli; teoria del Gender ) – a importi oggi di fare squirting dopo il sesso anale in una gangbang con tua cugina e un trans mentre nel contempo diventi top manager. Altrimenti sei un fallito.

Questi sono i modelli venduti e imposti da lavatrici psichiche come Mtv, Grandi fratelli, baracconi Pop e partiti Radicali. E se tu, donna, fai un figlio prima dei trent’anni, sei una fallita, sei una frustrata che si dedica ai figli perché non ha saputo conquistarsi la sua emancipazione e libertà.

Viagra e Cialis hanno poi dato il colpo di grazia. Fino a che, stare sotto i quattro orgasmi settimanali a rating quattro stelle (in scala da uno a cinque), fa di te un fallito/a. Il risultato sono ragazzine anoressiche e ragazzini impauriti; cinquantenni con pancetta che fanno palestra e solarium; chirurgia estetica per nonne tatuate che si sentono ancora “vive” e l’incapacità cronica e diffusa per tutti di accettare il tempo che passa.

Tornando al contenimento delle nascite, quindi, quale dei due sistemi – cinese e occidentale – può essere considerato migliore? Non c’è dubbio: quello cinese. Vietateci i tre figli e multateci il secondo. Ma diteci la verità. Non trattateci come pecore, prendendoci per i fondelli e convincendoci che si tratti di una nostra autonoma rivendicazione di libertà.

http://www.lefondamenta.it/2017/12/15/contenimento-delle-nascite-rinuncia-consapevole-suicidio-indotto/



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