01 dicembre 2017

Il Papa dittatore. Il libro denuncia che spiega gli ultimi quattro anni del papato


Bastò un cardinale per svelare al mondo intero un progetto segreto, di quelli che appassionano gli amanti delle spy story e dell'intrigo internazionale. Non ci sono sparatorie, terroristi o spietati criminali né strani circoli economici, come la Commissione Trilateral o il Gruppo Bilderberg, ma alcuni cardinali decisi a cambiare le carte in tavola.
A partire dal 1996, a San Gallo, in Svizzera, costoro ogni anno si riunivano per pianificare una riforma ardita della Chiesa Cattolica: si doveva abbandonare l'ortodossia, i vetusti, a loro dire, rituali e l'antico e bacchettone magistero per modernizzarsi, diventando così più piacenti all'Occidente miscredente. Il capo della cordata era Carlo Maria Martini.

A parlarne è il libro "Il Papa dittatore", di Marcantonio Colonna, pubblicato in ebook su Amazon in questi giorni. Il testo, che rappresenta una delle più complete disamine del pontificato di Francesco fino ad ora, analizza gli ultimi quattro anni, spiegando la profondità e la gravità della crisi cui sta andando incontro il papato. Dalla Mafia di San Gallo ai Francescani dell'Immacolata, dall'Ordine di Malta all'immancabile Amoris Laetitia, epocale pietra dello scandalo.

La storia inizia dunque con un'intervista del cardinale Godfried Danneels, arcivescovo di  Bruxelles – Mechelen, ad una emittente televisiva nel settembre 2015. Il porporato, progressista, era un assiduo frequentatore di un conciliabolo di eminenti (?) uomini di Chiesa, che si teneva annualmente nella località svizzera di San Gallo, come si è già scritto. Non è mai sbagliato ripetere due volte alcuni concetti fondamentali. In quel luogo, nascosti ad occhi indiscreti, si decise di reagire al magistero conservatore di san Giovanni Paolo II, senza riuscirci, e a quello di Benedetto XVI.

Dopo la rinuncia al papato di quest'ultimo, i cardinali proposero il loro candidato, Jorge Mario Bergoglio, arcivescovo di Buenos Aires, che venne eletto papa con il nome di Francesco, in onore del santo più celebre d'Italia. Alla luce delle ricostruzioni di Colonna si possono spiegare alcune scelte magisteriali di papa Francesco, che farebbero parte di un piano di aperta modernizzazione della Chiesa Cattolica. L'autore ci rivela nomi e luoghi, documenti e date per capire questo progetto di riforma che vuole radicalmente cambiare il volto del cattolicesimo.
L'atteggiamento duro e ostinato del pontefice sarebbe il modo di arginare i partiti più critici del suo pontificato, che viene tuttavia smorzato da una carica mediatica buonista.

Di buonismo però ce n'è ben poco a quanto si evince dal capitolo "Misericordia! Misericordia!", dove ciò che è successo ai Francescani dell'Immacolata viene definito "persecuzione aperta" e anche in questo caso, forse per la prima volta la vicenda dell'ordine ispirato a Padre Kolbe viene raccontata completamente, spiegando in modo corretto le motivazioni di una delle azioni più sciagurate di tutto il pontificato.

In definitiva il ritratto che ne esce è proprio quello di un Papa dittatore, che usa il potere in modo sproporzionato, che si vendica dei non allineati in modo inaudito. Come spiega il capitolo finale "Cremlino Santa Marta", la prima azione del pontificato bergogliano è stata quella di esiliare il fondatore dell'Istituto del Verbo Incarnato in Spagna, reo di avergli pestato i piedi in Argentina. Ma è solo una di quelle che vengono indicate come "rappresaglie apparentemente personali".

Anche il clima in curia è radicalmente sovvertito: «L’udienza di tabella, che garantiva ai capi dei dicasteri due udienze al mese, è stata abolita e la possibilità di essere ammessi alla presenza del papa è stata lasciata al capriccio di Papa Francesco. I vescovi che lavorano in Vaticano vi diranno che i vecchi incontri fraterni che i papi erano soliti concedere loro sono scomparsi; alcuni di essi hanno a malapena parlato con Francesco da quando è stato eletto. Niente potrebbe essere meno “collegiale” del modo in cui questo campione del gruppo di San Gallo tratta i suoi subordinati. Il controllo della Segreteria di Stato sul resto della Curia è diventato più assoluto che mai. E tutti, dai cardinali a monsignori, sono continuamente estenuati dai rimbrotti, dalle sgarbate critiche pubbliche, dai licenziamenti e dalle minacce velate che sono il segno distintivo del nuovo regime».

Il libro descrive un quadro estremamente sconfortante, nel quale il Vaticano appare in preda ad un delirio senza precedenti.
Nostro Signore Gesù Cristo però non dimenticherà la sua Chiesa.



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2 commenti :

  1. Forse lo smembramento dei FI è stato sì devastante, ma non dimenticherei quello che è stato fatto al SMOM, i cui beni ben più sostanziosi, sono stati 'requisiti' in un amen e zitti, potrei anche sorvolare sui tanti che lavoravano in Vaticano e a Castelgandolfo, lasciati in mezzo alla strada e senza alcuna spiegazione plausibile, l'elenco sarebbe lunghissimo, ma mi fermo qui, neppure in Germania post Lutero si applicava 'misericordia' così......

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    1. Il libro parla diffusamente dello SMOM.

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