16 dicembre 2017

La forza di Star Wars

di Samuele Pinna
 
Ho conosciuto Paolo Gulisano quando ero ancora seminarista: ricordo che avevamo cenato insieme e, poi, aveva tenuto per noi una serata, anche se non mi rammento quale sia stato il tema. Quando ci siamo incontrati pochi giorni fa abbiamo cercato di fare mente locale, ma invano.
In realtà, la conversazione su Chesterton, Tolkien, Lewis e altri ci ha sviato e portato a parlare di mille e più argomenti. Paolo è così: un fiume in piena con un’oratoria che affascina e non stanca, anzi che ti permette di scoprire una curiosità che non sapevi o avevi semplicemente trascurato. Il tempo con lui passa veloce e appare sempre poco e hai la sensazione, molto interiore, che ti sei dimenticato di farti chiarire quell’aspetto o di approfondire quell’altro. Tra i massimi esperti in Italia di Tolkien, è Vicepresidente della Società Chestertoniana Italiana e profondo conoscitore del pensiero di Lewis, Guareschi, Newman, san Colombano e di un Oscar Wilde che non ti aspetti in questo novero. Ha scritto, persino – per non citare che alcuni studi della sua vasta produzione –, su Peter Pan, Moby Dick, Frankenstein, senza dimenticare le sue ricerche sulla storia della medicina o del mondo celtico.

Last but not least , è da poco uscito per l’editrice àncora il suo libro su Star Wars , scritto a quattro mani con Filippo Rossi, Presidente di Yavin 4 (il fan club italiano di Star Wars, del Fantastico e della Fantascienza). Anche in questo testo, si ritrova una freschezza e vivacità tipici dello stile di Gulisano in cui non sono pochi i riferimenti al bagaglio di quella letteratura fantastica di cui può vantare grandi conoscenze. La felice circostanza dell’anniversario dell’uscita nelle sale cinematografiche del primo film della saga di George Lucas, rende questo volume ancor più prezioso per chi voglia scoprire e riscoprire il valore e il senso di questi lungometraggi. Quarant’anni fa, infatti, e precisamente nel 1977, un giovane registra aveva ideato una storia destinata a diventare la più grande epopea di fantascienza di tutti i tempi. Tuttavia, la parola “fantascienza” appare riduttiva: Star Wars in realtà è un’opera in cui confluiscono il mito, l’epica e la narrativa d’avventura. La storia iniziale si è andata progressivamente espandendo, e siamo ormai giunti al secondo capitolo della terza trilogia.

Il libro di Gulisano e Rossi è una guida alle fasi del racconto, ai temi leggendari, ai riferimenti epici di una nutrita serie di film. Tra significati, simboli e storie, questo volume accompagna il lettore nella comprensione dell’affascinante mondo di Guerre Stellari. Questo universo si è caratterizzato per i suoi forti contrasti, quasi dei paradossi. «Vi riconosciamo – scrivono gli autori – in primo luogo una passata involuzione arrugginita, scientificamente evoluta in modo fantasioso, di un possibile tipo di razza umana. Incontriamo una principessa “Biancaneve” degli anni Settanta del nostro Novecento, quindi combattiva e sarcastica, la femminista Leia Organa, e una moderna attivista dei diritti civili con i tratti delicati dell’Amor Cortese, quindi idealista e leggiadra, la regale Padmé Amidala». Ci si trova, poi, «un Male Assoluto di tipo satanico che le perseguita, immerso in tinte politico-psicologiche problematiche e cangianti». Si estende, inoltre, «l’elemento fiabesco della magia a un concetto semi-scientifico di energia mistica e fisico-mentale cosmica, nella quale è inserita ogni disciplina fino alla biologia. Riscontriamo il tentativo di trapiantare gli incantesimi avventurosi del fantasy nelle strutture riconoscibili della religione, o in quelle plausibili della fantascienza. Vediamo una Forza che vive e cambia, nel corso dei decenni».

Non mancano “nuovi” Cavalieri spaziali che, come quelli mitici della Tavola Rotonda, «non desiderano essere portatori di discordia ma difendono l’ideale e ambiscono alla custodia della pace, eppure, come gli storici samurai, sono un ordine militare e filosofico/religioso che, per migliaia di anni, ha protetto la civiltà grazie a un glorioso credo che sa intraprendere il sentiero dell’aggressione». La storia richiama qualcosa di nobile e puro che, smarrito e obliato nel dolore, è infine ritrovato: «sia per l’Ordine dei Jedi, vicino all’estinzione dopo la nascita dell’Impero, sia per un singolo Cavaliere, il più grande, Anakin/Vader, che, dopo la caduta, vive una maturità luciferina per poi rinascere in una sorta di risurrezione cristologica, compiendo un viaggio esemplare: torna dal Lato Oscuro verso il Lato Luminoso della Forza grazie all’amore del figlio Luke. E assurge al cielo spirituale nell’immagine del se stesso giovane, integro, prima della dannazione, recuperando poeticamente la giovinezza perduta».
La prima trilogia cinematografica assomiglia non poco a una “tecno-fiaba orientaleggiante”, mentre la seconda, degli anni 2000, è più vicina a noi con le sue guerre scatenate per coprire subdole manovre di palazzo, attacchi terroristici e corruzioni politiche sotterranee. Tutto questo è riconsegnato in 255 pagine dense di contenuti e gradevoli nello stile. Un testo dunque per gli appassionati, per chi ha amato questa saga, ma anche per chi desidera capirne il senso e orientarsi nelle sue complesse trame.
Alla fine della lettura si è persuasi che Star Wars sia davvero una sorta di epica, l’ultima epica espressa dalla modernità, in cui i confini da esplorare appaiono infiniti, oltre l’iperspazio, ma che in realtà sono anche i confini altrettanto vasti dell’abisso dell’animo umano.


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