24 dicembre 2017

La vandeana: eroismo e fede nel grande terrore giacobino (Introduzione)

di Alfredo Incollingo

Negli anni del terrore rivoluzionario una piccola regione della Francia giacobina, la Vandea, resistette eroicamente ai tentativi di sradicare con violenza la fede cattolica e monarchica. Nonostante il genocidio e il negazionismo storiografico che seguì, ancora oggi questo nome è sinonimo di libertà e di fedeltà. Il 14 luglio 1789, con la presa della Bastiglia, la monarchia francese iniziò a crollare sotto i colpi martellanti dei rivoluzionari. Nessuno riuscì a fermare o a rallentare il corso degli eventi e le loro terrificanti conseguenze. Ad una prima fase moderata e riformista della rivoluzione francese, seguì una più violenta e massimalista, che credeva nelle capacità redentrici della ghigliottina: tutto ciò che rappresentava l'Antico Regime era da debellare, tagliandole la testa di netto.

Il re Luigi XVI di Borbone e sua moglie, Maria Antonietta d'Austria, vennero deposti, dopo un maldestro tentativo di fuga, e condannati a morte per alto tradimento (21 gennaio 1793), insieme a quanti li supportavano, che fossero aristocratici, borghesi o popolani. Chiunque fosse sospettato di simpatie monarchiche, veniva arrestato e condotto alla ghigliottina. Si scatenò così una tremenda caccia alle streghe con il Comitato di salute pubblica di Robespierre: le vittime non erano fattucchiere, ma i conservatori o gli intellettuali eterodossi.

 L'Assemblea Nazionale Costituente, che guidò in un primo momento la rivoluzione, iniziò a demolire pezzo dopo pezzo le fondamenta dell'Antico Regime, colpendo la nobiltà e soprattutto la Chiesa Cattolica. In pochi anni il cattolicesimo francese venne totalmente ridimensionato, cedendo terreno alla nuova ideologia rivoluzionaria: i sacerdoti erano costretti a giurare fedeltà alla nuova Chiesa secolare e riformata e si provò a estirpare la devozione popolare con la propaganda e la violenza. Una regione, più di altre, resistette ai tentativi di laicizzazione: la Vandea. Da sempre terra cattolica, legata vitalmente agli ordini religiosi (perché contribuivano enormemente alla spesa sociale), i suoi abitanti non vollero mai accettare il nuovo corso storico, che, com'è chiaro, aveva un'origine satanica. Nel 1793, con la Convenzione Nazionale, il governo rivoluzionario chiamò alle armi 300.000 francesi per rispondere agli attacchi delle altre nazioni europee (che temevano la rivoluzione).

La Vandea si rifiutò di assecondare tali scelte politiche e insorse con forconi e spade.

Spade della Vandea 
falci della boscaglia 
Baroni e contadini 
siam pronti alla battaglia 
per vendicare chi tagliò il giglio 
sopra le ghigliottine 
per riabbracciare il sole di Francia
dalle nostre colline. 

Dal 1793 al 1796 venne combattuta una vera e propria guerra civile, che costò la vita a decine di migliaia di uomini e donne. L'esercito repubblicano, più di quello vandeano, massacrò e trucidò senza ritegno. Interi villaggi furono saccheggiati e la popolazione venne deportata e passata alle armi, perché era sospettata di complicità con i rivoltosi: a pagare il maggior scotto furono i religiosi. A prescindere dalla veridicità delle accuse, il solo fatto di essere consacrati a Dio era un crimine inaccettabile.

Ma questo milione di uomini a cavallo hanno un ghigno che gli precede il naso 
portano al collo un ramo di capelli per ogni donna che hanno ucciso 
altre donne che corrono tra il ferro e il fuoco tenendosi il vestito strappato 
restano solo cani che abbaiano verso il fumo dopo che il fuoco si è placato! 

Il negazionismo storico ha imperversato per quasi due secoli, ma i vandeani hanno sempre conservato la memoria dei massacri. Solo negli ultimi anni si è rotta la coltre oscurantista che li ha celati o mistificati, sminuendoli. Nel 2007 venne discussa una proposta di legge per il riconoscimento ufficiale del genocidio della Vandea: i firmatari erano alcuni parlamentari conservatori. Il parlamento francese naturalmente rigettò l'istanza. Durante le sanguinose battaglie campali o negli assedi si distinsero eroi e uomini di fede.

I loro nomi, seppur poco noti per ragioni già scritte, sono altrettanti emblemi di lealtà: Jacques Cathelineau, Francois Charette, Charles de Bonchamps, Maurice d'Elbee, Loius Marie de Lescure, Henri de Rochejaquelein e tanti altri ancora. La Vandeana è la rubrica che li vuole ricordare affinché di loro non si persa la memoria e venga rinnovata per resistere all'odierna Vandea cattolica.



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