20 dicembre 2017

"Non è una musica per vecchi". Riflessioni sull'ultimo concerto di Riccardo Masseni


di Francesco Chiantera

Ci sono giorni in cui una persona attende, attende che qualcosa arrivi e doni colore alla vita. Basta poco, anche una semplice nota cantata da una voce celestiale. L’ultimo concerto di Riccardo Masseni come voce bianca è stato un momento del genere. Inutile parlare della bravura del ragazzo, è stata l’ennesima conferma che il talento, se curato, porta frutto. È sempre difficile giudicare l’esecuzione della musica sacra decontestualizzata, ma il parametro migliore è quello di ritrovarsi in costante preghiera durante l’esecuzione. La cosa sorprendente, alla fine di questo concerto, è che la musica nobilita l’uomo, e con esso tutto l’ingegno umano. Dove non arriva l’uomo, arriva Dio. Ecco, la musica è questo, ma per raggiungere un livello del genere ci vuole una completa compenetrazione dell’artista con il testo che sta cantando. È sempre un dolore dirlo, ma è un fatto assai raro nel panorama musicale odierno, specialmente in ambito liturgico. La musica sacra è viva, pulsa, non è una musica per vecchi, è per giovani. Riccardo ne è un esempio. Purtroppo la musica sacra viene spesso ridotta a teatrino liturgico che puzza di muffa, e che di certo impoverisce la liturgia, quando in realtà è strumento privilegiatissimo di servizio della Messa. I brani proposti sono indice di un amore, da parte dei nostri padri, per una realtà grande, buona e salvifica come il servire la liturgia. Riccardo con il suo concerto è barlume di speranza in questo periodo buio, e con esso ne consegue la riscoperta di un patrimonio musicale nostro, al quale bisogna donare ogni nostro sforzo. Il cuore, dopo questa serata, esce traboccante di gioia e di lode al buon Dio per il magnifico dono della musica e dell’ingegno umano. Il viso commosso del ragazzo, a fine concerto, trasmette tutta la bellezza della musica sacra e insieme fa nascere l'ipotesi che essa possa essere amata e apprezzata da tutti. I temi che il giovane Masseni ci propone in questo concerto, sono in linea con la nostra attesa d’Avvento, utile per capire cosa aspettiamo noi dalla vita. La certezza di salvezza dal nostro nulla, magistralmente descritta dalla magnificenza dei brani cantati. Particolare la scelta di un Lieder di Mahler, tratto dalla IV sinfonia, in cui viene narrato con una dolcezza straziante l’arrivo di un bimbo in Paradiso, il quale descrive le sensazioni provate nel vedere le schiere degli angeli e la semplicità della vita in paradiso, in pace e sempre rigogliosa di ogni bene. (Dal mezzo della strada, le bestiole corron dentro in cucina qui da noi. E se un giorno di magro poi verrà, tutti i pesci, con gioia, a galla nuoteranno!). "Se non ritornerete come bambini non entrerete mai" è il monito, essere ripresi con amore da Mahler è opera della grazia divina. L’unica e l’ultima cosa da fare è rallegrarsi e ringraziare con tutta la propria arte per i doni ricevuti, pregustando ciò che avverrà la notte tra il 24 e il 25 dicembre. Con questo articolo faccio un augurio per fecondo periodo d’avvento e una lunga carriera al piccolo Riccardo.



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