13 dicembre 2017

Sulla Vera Croce: un'indagine storica


di Alfredo Incollingo

Gli eretici e i nemici giurati del cattolicesimo hanno tentato di averla vinta sulla Chiesa dimostrando, tra i tanti pregiudizi e le molte falsità, l'infondatezza dell'episodio evangelico della crocifissione di Gesù. L'evento è stato ridimensionato per svelare la presunta verità, al di là delle testimonianze degli evangelisti, ritenuto menzognere e prive di prove. C'è chi ha negato la natura divina di Gesù, le sue parole e i suoi gesti, il luogo del supplizio e alcuni hanno rifiutato in toto l'accaduto. Non ci sarebbe stata nessuna crocifissione perché Gesù non è mai esistito e, secondo tali interpretazioni, i romani raramente condannavano alla croce criminali e ribelli. Appurato che Cristo è esistito, come Dio e come Uomo, si crocifiggeva molto più spesso di quanto si creda. Con questi presupposti fondamentali Massimo Olmi ci aiuta nel suo Indagine sulla croce di Gesù (La Fontana di Siloe, 2015) a conoscere la verità sullo strumento di supplizio di Cristo, “che è divenuto simbolo di salvezza, di pace e di amore universale, ma che ancora oggi qualcuno disprezza a tal punto da chiedere la rimozione dei crocifissi dai luoghi pubblici. C’è chi reputa il crocifisso diseducativo, chi offensivo, chi lo getta dalla finestra. Eppure Gesù insegnò ad amare il prossimo e fece soltanto del bene!” (p. 173) Come raccontano i quattro Evangelisti, il Messia venne crocifisso sul monte Calvario insieme a due ladroni. Per secoli non si ebbero più notizie concrete sulla croce, come se questa fosse svanita nel nulla o fosse stata assunta in Cielo con il Figlio. Un'antica tradizione vuole che fu sant'Elena, madre dell'imperatore Costantino, a ritrovarla a Gerusalemme grazie all'aiuto di un ebreo, Giuda, che si convertì subito dopo al cristianesimo. La Vera Croce venne suddivisa in tre parti che furono conservate in Palestina, a Costantinopoli e a Roma: rapine, incendi e ulteriori smembramenti causarono la loro rovina o la totale spoliazione. Questo spiegherebbe il gran numero di reliquie della croce sparse in Europa, perché i papi erano soliti donare i suoi frammenti lignei ai sovrani più fedeli. Partendo dalla leggenda del ritrovamento della Vera Croce, Olmi indaga sulle fattezze della croce di Gesù, sui materiali e, senza dimenticare nessun indizio, neanche le visioni delle veggenti che assistettero alla crocifissione, chiarisce gli aspetti più dubbi di questo strumento di supplizio. E' un testo fondamentale per formare una biblioteca cattolica, contro i tanti veleni culturali che sempre di più vogliono negare la verità cristiana.



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