10 dicembre 2017

Viaggio sentimentale e devozionale a Roma: la Madonna della Vallicella (Parte LXXII)

di Alfredo Incollingo
A Santa Maria in Vallicella, o Chiesa Nuova, come è comunemente chiamata, nel 1602 vennero tumulate le spoglie mortali di san Filippo Neri. Lì il santo fiorentino aveva fondato la sua Congregazione dell'Oratorio con il pieno consenso di Gregorio XIII: il papa l'aveva riconosciuta con la bolla Copiosus in misericordia Deus del 15 luglio 1575. La chiesa venne affidata fin da subito alla nuova comunità religiosa, che vi eresse accanto il suo primo oratorio, realizzato da Francesco Borromini, un modello per quelli a venire. Tuttora vi ha sede la casa madre dell'ordine di san Filippo.

La Chiesa Nuova è intitolata alla Madonna della Vallicella, un'icona mariana miracolosa che è conservata al suo interno dal 1574. Un giocatore d'azzardo, dopo aver perso ai dadi, irato, colpì violentemente con un sasso un'immagine della Madonna con il Bambin Gesù che si trovava all'interno di un bagno pubblico. L'icona iniziò a sanguinare all'istante e si gridò immediatamente al miracolo. Venne tolta da quel luogo inappriopriato per donarlo al rettore della Chiesa Nuova. Quella preziosa reliquia necessitava di un luogo sicuro dove poterla conservare. Nel 1608 il pittore fiammingo Pieter Paul Rubens realizzò una nicchia per ospitare la Madonna della Vallicella e, con un complesso sistema di fumi e pulegge, viene tuttora fatta abbassare o alzare una lastra di rame che la nasconde soventemente ai fedeli.

Il viaggio continua

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