24 gennaio 2018

Il galateo della messa

di Donizetti
La moltiplicazioni dei pani e dei pesci è realmente avvenuta.
E’ stato un miracolo straordinario se pensate che Gesù ha dato da mangiare circa a 10 mila persone: nessuno lo aveva mai fatto Questo è il quarto segno della manifestazione di Gesù: epifania, battesimo, nozze di Cana, moltiplicazione dei pani e dei pesci.
Questo pane che Gesù ha moltiplicato è prefigurazione dell’Eucaristia, che Gesù istituirà nell’Ultima Cena. Il Pane Eucaristico che in tutto il mondo, in ogni s. messa del mondo, a ogni ora, del giorno e della notte viene consacrato e moltiplicato per tutti cattolici del pianeta. Potremmo dire che quel miracolo non si è mai fermato fino al giorno di oggi, dove in ogni s. messa sulla calvario che è l’altare, Gesù stesso si immola in modo incruento. E’ in mezzo al popolo di Dio, per l’opera dello Spirito Santo, presente con il Suo Vero Corpo e Vero Sangue.

Capiamo allora che se Dio è presente, se Gesù è davanti a noi, se addirittura possiamo mangiare il Suo Corpo, ci dobbiamo comportare in una certa maniera, con un galateo.
Il galateo è quella sapienza che ci insegna come comportarci con gli ospiti in un certo modo, per accoglierli al meglio possibile, per essere gentili e premurosi nei confronti dell’invitato, dell’amico, della personalità importante. Il galateo ha la pretesa di dire come vestirsi, come comportarsi, come muoversi col corpo, quali gesti, quali silenzi, con quali modalità anche del tempo.
Come è il nostro comportamento? Non nei confronti di un vip, o di un politico, o di un presidente, ma nei confronti del Re dei Re, del Figlio di Dio?
Tante volte lascia a desiderare… o peggio è lasciato al caso e alla spontaneità. Niente di più sbagliato! Se per un ospite importante c’è un modo di comportarsi, ancora di più nei confronti di Gesù.

1)La puntualità nell’arrivare in chiesa, almeno 10 minuti prima. Entrare bene al cospetto di Dio, facendosi il segno di croce bene e non frettolosamente, con l’acqua santa. Scendendo fino a terra piegando il ginocchio, facendo la genuflessione per farsi piccoli difronte a Dio.
2)Scelgo le panche piuttosto che le sedie, che ci permettono di inginocchiarci, e comunque anche se sei sulla sedia il pavimento ti permette di inginocchiarti.
3)Salutiamo il Signore Gesù presente dentro il tabernacolo col silenzio, perchè nel silenzio Dio parla. Allora non solo metto il silenzioso al cellulare o la vibrazione ma lo spegniamo proprio, perchè i messaggi che ti arrivano durante la messa ti distraggono, anzi meglio…lo lasciamo a casa. A me piace quando vado a messa lasciare il telefono in casa, perchè è come quando vado a fare una passeggiata con un amico a cui tengo, non voglio che neanche la minaccia di una vibrazione di messaggio mi disturbi.
4) Prendi il libretto dei canti e con le tue risposte che devono essere ad alta voce e convinte dici il tuo sì a Dio. I nostri amen dicono: così sia! sono d’accordo! sì Gesù! Anche Con il canto sacro, che non è mai un momento di intrattenimento, ma di meditazione che ti fa alzare lo sguardo e il cuore a Dio, l’anima nel più alto dei cieli, preghi.
5) La postura…molte persone dicono che si distraggono nella preghiera, persino a messa. Si provi a stare con le mani giunte tutta la messa. Anche il corpo prega, si vedrà la differenza.. provare per credere, è quel galateo di gesti che ci aiuta ad accogliere bene l’Ospite Divino nel nostro cuore.
Soprattuo alla consacrazione quando si rinnova il miracolo dei miracoli, ci si mette in ginocchio, nessuno rimane in piedi davanti a Dio! Le mani giunte, lo sguardo sull’altare e il cuore e la mente pronti ad Adorare il Corpo e Sangue di Gesù e a dirgli in quel momento le cose più importanti della nostra vita.
6) Recarsi a ricevere il corpo di Cristo se si è in stato di grazia. Non vai a tavola col vestito sporco o le mani sporche…e a non lavarti fra una settimana o un mese, lo sporco aumenta, o due volte all’anno… ma ci si lava tutti i giorni…i santi si confessavano tutti giorni, noi almeno una volta al mese dovremmo farlo.
7) in fila per la Comunione, che è bene prenderla sulle labbra, i santi facevano così, cerchiamo di imitarli, non si vede quello o quella persona o ci si saluta con lo sguardo, ma tenendo le mani giunte in preghiera prego il mio angelo custode che mi accompagni in quel momento e prego per la persona che mi sta davanti perchè riceva bene Gesù.

I riti e i gesti ci sostengono e sostengono la Chiesa da duemila anni, continuiamo a farlo e a insegnarlo!

 

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