29 gennaio 2018

Il Riassunto del lunedì. Elezioni, dubia, Davos

di Francesco Filipazzi
Settimana interessante, quella appena trascorsa. Nel mondo laico si avvicinano le elezioni, mentre in quello ecclesiastico continua lo scontro fra le diverse visioni, che sta lacerando il corpus della Catholica.

Andando con ordine, come sempre le liste elettorali faranno pietà e con questo sistema elettorale si saprà già, grossomodo, chi verrà eletto. Dice Gandolfini, presidente del comitato Difendiamo i nostri figli, che indicherà chi è votabile nei vari partiti. Nel frattempo, fra centro destra e centro sinistra, la gara è a chi la fa più grossa per perdere. Berlusconi ha deciso di candidare l'iper trombato Stefano Parisi nel Lazio, mentre il PD si è diviso sulle liste per il Parlamento, perché Renzi ha candidato solo chi voleva lui (ma va?). Il Partito Democratico sembra giunto alla fine. In generale in tutti i partiti, il weekend è stato un tutti contro tutti violento e ferale.

Passando alla Catholica, il cardinale Ejik, olandese di 61 anni, si è espresso su Amoris Laetitia e simili. La tesi appare di sostegno ai dubia dei due (ex quattro) cardinali, perché secondo il porporato si è creata una situazione di caos ingovernabile. Ejik non è un torvo tradizionalista, anzi tempo fa venne criticato (anche da noi) perché voleva chiudere migliaia di parrocchie in Olanda.
Nel frattempo si è diffusa una notizia che se confermata sarebbe forse il punto più basso, questa volta davvero, della storia recente della Chiesa. In pratica un vescovo cinese fedele a Roma sarebbe stato invitato a farsi da parte da Roma stessa, per permettere che venisse messo al suo posto un vescovo del regime. Il cardinale Zen ha proclamato battaglia. Ricordiamo che in Cina ci sono ancora molti sacerdoti in prigione, senza che se ne abbiano notizie, per via della loro fede.

Infine, da segnalare che George Soros è andato a Davos a comandare (ovvero delirare). Dopo essere stato uno dei motori della società aperta, finanziando a suon di miliardi associazioni ed iniziative di ogni tipo, ha deciso che la società aperta adesso non va bene, fa schifo, non è andata come doveva andare. Facebook e Google verranno cancellati perché permettono, udite udite, la libertà di pensiero. E, dulcis in fundo, dopo aver fatto di tutto per distruggere le monete nazionali con i suoi giochi finanziari, ha anche detto che i bitcoin devono essere repressi nel sangue. Il signor Soros dunque, da eminenza grigia del "progresso" si avvia ad essere un simpatico arteriosclerotico.

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