07 gennaio 2018

La Vandeana: la fedeltà di Henri (Parte I)

di Alfredo Incollingo
Nei mesi successivi la presa della Bastiglia la famiglia reale fu vessata da condanne politiche e morali e da continue restrizioni alla propria libertà. Il 6 ottobre 1789 Luigi XVI fu posto agli arresti domiciliari presso il Palazzo delle Tuileries: Il 20 giugno 1791, resosi probabilmente conto di essere in pericolo, tentò la fuga, ma venne catturato dalla Guardia Nazionale a pochi chilometri da Parigi. I parigini, istigati dai capi rivoluzionari più intransigenti, assaltarono il 10 agosto le Tuileries e massacrarono senza pietà la Guardia Reale per uccidere il sovrano e la sua famiglia per alto tradimento nei confronti del nuovo governo.

In quei momenti così drammatici un giovane ufficiale vandeano, Henri de La Rochejaquelein, aveva scelto di non fuggire all'estero con la sua famiglia e di rimanere a Parigi per difendere il suo re. La sconfitta non lo rassegnò e tornò nella Vandea deciso più che mai a combattere quanti insidiavano i Borboni e la monarchia francese. Nel 1793 venne chiamato di nuovo alle armi per combattere nell'esercito repubblicano questa volta, ma disertò e si unì a quanti si stavano accingendo a combattere i giacobini. Il 13 marzo di quell'anno la Vandea insorse e, alla guida di un migliaio di contadini, l'ufficiale riportò una sorprendente vittoria a Les Aubiers (13 aprile 1793). Negli istanti precedenti la battaglia incitò i suoi soldati con queste celeberrime parole:
 
Se mio padre fosse fra noi, vi ispirerebbe più fiducia, poiché mi conoscete appena. Io del resto ho contro di me la mia giovinezza e la mia inesperienza; ma ardo già di rendermi degno di comandarvi. Andiamo a cercare il nemico: se avanzo, seguitemi; se indietreggio, uccidetemi; se mi uccidono, vendicatemi!

Il 20 ottobre Henri venne nominato “Generalissimo” dell'Esercito cattolico e reale della Vandea, sostituendo Maurice d'Elbee, che era rimasto ferito nella battaglia di Cholet (17 ottobre 1793). Gli insorti avevano provato a occupare la città, ma i repubblicani riuscirono a resistere e a respingerli. Sulle barricate Henri aveva palesato tutto il suo valore, spronando i suoi ufficiali e i soldati a combattere fino all'ultimo il nemico. Al generale cattolico non mancava la lealtà né il vigore, ma aveva ben poca esperienza sui campi di battaglia. Diresse infatti diverse spedizioni militari e azioni di guerriglia che sortirono scarsi risultati.

Il 28 gennaio 1794 attaccò l'esercito repubblicano a Nuaillè, vicino Cholet, per vendicare la precedente sconfitta. I giacobini subirono pesanti perdite e si accinsero a trattare la resa con l'esercito vandeano. Due granatieri repubblicani si erano allontanati dal resto del battaglione per tentare la fuga. Il generale non perse tempo e si gettò personalmente al loro inseguimento. Uno dei due soldati si nascose dietro un cespuglio, mentre l'altro, facendo da esca, continuava la sua corsa. Henri non cadde nella trappola e si gettò sul granatiere imboscato, ma questi riuscì a sparargli uccidendolo sul colpo. Furono i compagni del generale a trovare il suo corpo e a vendicare il suo assassinio. Nonostante la sconfitta e il genocidio vandeano, a distanza di decenni, i francesi ricordarono il valore di Henri de La Rochejaquelein, tanto da dedicargli statue e monumenti in suo onore nel pieno Ottocento.  

0 commenti :

Posta un commento