25 gennaio 2018

Un Campari con... Claudio Risé.

Claudio Risé è uno scrittore, giornalista, docente universitario e psicoterapeuta italiano (iscritto all'Ordine degli psicologi della Lombardia, già membro del Consiglio Direttivo dello stesso). È stato fino al 2008 docente di Psicologia dell'Educazione alla Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università di Milano-Bicocca, e precedentemente di Sociologia della comunicazione e dei processi culturali alla Facoltà di Scienze dell'Università dell'Insubria, e di Polemologia al Corso di Laurea in Scienze Diplomatiche della Facoltà di Scienze Politiche dell'Università di Trieste. Ha scritto numerosi saggi sul dono, la psicologia del maschile, la figura del padre, oltre a svariati libri su temi di psicologia sociale ed educativa. Lo abbiamo intervistato per parlare del rapporto fra Bibbia e Psicanalisi.

Recentemente è stato riaperto il dibattito sul rapporto fra Cattolicesimo e psicoanalisi, in virtù di una rivelazione su un episodio di gioventù di Papa Francesco. A Roma alla Gregoriana andranno in onda degli incontri su questo argomento, dal titolo "L'avvenire di un'illusione", in riferimento all'opera omonima di Freud. L'ipotesi di un rapporto stretto fra Bibbia e psicoanalisi freudiana è quindi fondata?

Quasi l'intera cultura occidentale ha le sua radici nella Bibbia: è un libro fondatore dell'Occidente e della sua visione della vita. Anche Freud, ebreo non praticante, si è formato in quella fertile realtà, pur essendone poco consapevole. La sua psicoanalisi però, influenzata dal materialismo positivista di fine ottocento, ha invece una posizione reattiva nei confronti di ogni religione, che considera un'"illusione infantile" - come scrive nel libro da lei citato- da cui liberare al più presto il genere umano. All'"illusione religiosa", Freud contrappone le "certezze del pensiero scientifico". Una posizione ingenuamente naturalistica, poi naufragata nella "crisi della ragione" che caratterizzò già la seconda metà dl novecento. La sua tesi, per lo meno antiquata, è che credere in Dio sia solo frutto di ignoranza. E' la visione della secolarizzazione, anch'essa un'esperienza di ieri (e forse l'altro ieri), anche se molti non se ne sono accorti.

Questa tesi non è nuova, anzi è abbastanza datata. Negli ultimi vent'anni ne sono state formulate altre?
Negli ultimi cinquanta anni la spinta all'allontanamento da Dio si è molto affievolita, per rovesciarsi poi nel suo contrario (come mostra anche la recente storia politica) dal 1990, l'anno del crollo dell'Unione Sovietica, l'ultimo dei grandi totalitarismi atei nel mondo. In tutto il globo le religioni, a cominciare dai tre monoteismi, ebraismo, cristianesimo ed Islam, sono in continuo sviluppo, anche se spesso al di fuori delle rispettive Chiese, distanziatesi dalla forza del sacro già nel secolo scorso. Comunque gli studiosi del campo non parlano più di secolarizzazione, ma post-secolarizzazione.

Uno dei motori della secolarizzazione è proprio il tentativo di ridurre la religione ad una specie di branca della psicoanalisi?
Sarebbe ridicolo e avrebbe ben poca spinta. La cura della psiche umana è molto più antica di tutto ciò (l'esame di coscienza comincia con Pitagora), e il suo avvenire andrà ben oltre queste recenti e ristrette esperienze e visioni dell'uomo.

 

1 commento :

  1. La verità della storia è una verità metafisica nella storia.

    Il Genius loci abbandono' Roma ai tempi di Giuliano imperatore ingiustamente definito l'apostata, proprio lui coerente con secoli di antica religione. Una notte sogno' il Genius allontanarsi dalla sua tenda durante una campagna militare.

    In un primo momento i primi vescovi erano stati ignoranti, infatti, al concilio di Calcedonia presero parte 40 vescovi analfabeti e fino al IX e X secolo la maggioranza dei papi era analfabeta, come del resto i sovrani, poi fu la chiesa a monopolizzare e filtrare la cultura. Senza rimpianto, papa Leone I (109 - 115 d.c.) fece incendiare una ricca biblioteca sul Palatino. Il suo esempio fu seguito a più riprese dalla chiesa nei secoli successivi, anche per spegnere le voci del dissenso, cioè degli eretici, quelle dei filosofi pagani e quelle dei concorrenti ebrei. Quando il cristianesimo divenne lecito, iniziò la persecuzione del paganesimo. Il sinodo di Elvira nel IV secolo colpì l’idolatria e le usanze pagane. Le vittime delle persecuzioni romane dei cristiani nei primi tre secoli furono poche migliaia, infatti, Origene, morto nel 254, affermava che i martiri cristiani erano un numero piccolo e facile da calcolare. Una volta assunto il potere, il cattolicesimo fu capace di superare quella cifra, tra i nemici della sua fede, in un solo giorno, tanto che il santo Girolamo riconobbe che era più facile vivere tra le fiere che tra i cristiani. La mucca pazza, gli innumerevoli allevamenti intensivi di animali, le ecatombi di animali in Africa, in Asia, sono degni rappresentanti di un pianeta Terra portato al collasso dalle agghiaccianti aberrazioni semite, gentile Lettore possono queste ultime essere tacciate di santità?

    RispondiElimina