04 gennaio 2018

Una presenza culturale in università


di Daniele Laganà

Dalla terra ambrosiana il Signore ha voluto che mi trasferissi nella Città Eterna per studiare l’amabile arte del sorriso presso la sede capitolina dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, uno stupendo ambiente dove scienza e fede s’incontrano e si abbracciano e dove la mia fede si è fortificata notevolmente, acquistando la sana consuetudine di prendere parte quotidianamente alla celebrazione eucaristica.
In tale contesto non ho potuto non notare l’assenza di una presenza culturale cattolica studentesca, ma nemmeno una presenza culturale studentesca “laica”, che offrisse il proprio contributo alla crescita personale dei propri compagni di ateneo; le uniche iniziative presenti in tal senso erano gli incontri offerti dalla FUCI locale (della quale posso garantire l’ortodossia, a dispetto di molte iniziative fucine in giro per l’Italia a dir poco scandalose) e della comunità del CLU, la quale proponeva a studenti, docenti e degenti in collaborazione con l’associazione e lista Ateneo Studenti mostre tratte dal vasto repertorio del Meeting di Rimini, ma tutto ciò sentivo nel mio intimo che non bastasse… fu così che, anche a partire da precedenti esperienze nel giornalismo scolastico sia alle medie sia al liceo, partorii l’idea di dare vita ad una testata giornalistica studentesca.
Dapprima, incerto sulle forze che sarei riuscito catalizzare, pensai di coinvolgere sia le realtà ecclesiali, sia i collegi, sia le associazioni studentesche non confessionali in un prodotto editoriale plurale che fungesse da raccordo e da cassa di risonanza per delle diverse anime dell’ateneo, ma, sentiti i diretti interessati, ebbi un riscontro debole e poco convinto, pertanto l’iniziativa naufragò per un anno e scelsi di modificare la formula inizialmente ideata, optando per una testata giornalistica studentesca di ispirazione cattolica, dove l’orientamento editoriale fosse univoco e chiaro, pur nella piena libertà creativa degli autori.
Durante l’estate contattai molti amici con cui condividevo la fede cattolica e tutti si dissero entusiasti della mia iniziativa, ma la disponibilità mi arrivò solamente da una decina di persone, un numero assolutamente congruo per dare una vita alla redazione e alquanto più roseo delle mie iniziali aspettative: così, nell’ottobre di quest’anno è stato dato alle stampe il primo numero di Nel cuore della realtà, il cui titolo rimarca esplicitamente l’intimo legame con la nostra università sia per la scelta di un’espressione di Padre Agostino Gemelli sia per la O sostituita con l’immagine del Sacro Cuore di Gesù.
Nel primo numero abbiamo scelto di esordire con una copertina dedicata al senso dello studio e tra gli articoli da subito ha preso piede una rubrica sui volti che hanno scritto la storia del nostro ateneo, denominata “Ritratti” e firmata dalla mia dolce metà, finalizzata a far conoscere meglio ai nostri amici la nostra identità universitaria; invece, a dicembre è uscito il secondo numero e il titolo di copertina “L’infinito entra nella storia” ha fatto esplicito riferimento all’evento dell’Incarnazione, di cui abbiamo vissuto la memoria liturgica, nonché ha debuttato la rubrica “Carismi”, dove abbiamo reputato prezioso esporre le differenti realtà ecclesiali e i vari percorsi spirituali che animano la pastorale universitaria.
La nostra esperienza editoriale è umile e neonata, ma costituisce un seme di speranza per tutti quanti vivono in altri atenei italiani e sentono l’esigenza di offrire ai propri compagni di ateneo un giudizio chiaro e vero sulla realtà illuminato dalla fede cattolica: una presenza culturale è un dono prezioso per tutta la comunità studentesca e può essere davvero un veicolo grandioso di cui lo Spirito Santo può servirsi per condurre a Lui anime in pena che cercano la verità, ma non hanno ancora compreso che essa risiede in Cristo.



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